#siamotuttiscimmie: suor Cristina e vip con la banana. Ma è marketing?

Dani Alves Banana

La solidarietà viaggia veloce lungo la Rete 2.0. Dopo l’episodio razzista di Villareal – Barcellona che ha visto Dani Alves raccogliere e mangiare una banana lanciata in segno di scherno razzista dalla tribune,  si è scatenata su Twitter una campagna di solidarietà. Utilizzando gli hashtag #somostodosmacacos, #weareallmonkeys e #siamotuttiscimmie la rete ha iniziato a far piovere messaggi e foto di solidarietà ed ironia per il giocatore del Barcellona, twettando e postando selfie in compagnia di una banana (mentre il mercato ringrazia).

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SE LA BANANA DIVENTA VIRALE - La migliore campagna di marketing sulla banana è nata così, in maniera naturale e spontanea. O è quello che si credeva. fatto sta che ispirati dal gesto del giocatore brasiliano, milioni di persone e vip hanno iniziato a postare immagini con le banane in mano utilizzando l’hastag lanciato da Neymar, superstar brasiliana e compagno di squadra del numero 22 del Barcellona, insieme al figlio.

Tanti i nomi del mondo del calcio che hanno aderito all’appello della Rete: Sergio Aguero, Roberto Carlos, Mario Balotelli, Dries Mertens, Hulk ma anche tantissimi tifosi e persone comuni. Non ultimo il presidente del consiglio Matteo Renzi con Cesare Prandelli.

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SE ANCHE SUOR CRISTINA PRENDE LA BANANA – Anche suor Cristina Scuccia con la banana in sostegno a Dani Alves. La suora siciliana, star di The Voice e capace di ammaliare milioni di persone in tutto il mondo grazie alla sua voce, ha preso una banana e si è scatta una foto con su scritto “#siamotuttiscimmie #tvoi”. L’immagine ha creato ilarità e alcuni commenti su Twitter, come quello di Sarù @leonidafem “Meno male che non ha fatto la foto con la banana in bocca”.

suor cristina

OPERAZIONE DI MARKETING? - L’indignazione ha però lasciato spazio ai retroscena che si nasconderebbero dietro la campagna antirazzista. Sembra infatti si tratti di uno slogan pianificato dalla Ludocca, l’agenzia di marketing che gestisce l’immagine di Neymar Junior. A rivelarlo è stato il vice presidente dell’agenzia, Guga Ketzer, che ha rivelato:

“la campagna era già pronta da due settimane e si attendeva solamente il momento giusto per lanciarla”.

Ed ecco che tutta la solidarietà si sta trasformando in indignazione. E anche Dani Alves lo ha ammesso: ”Con Neymar ne avevamo parlato  perché avevamo già subito atti del genere e lui ne soffriva. Quindi abbiamo cercato di capire cosa potesse spingere le persone a comportamenti di questo tipo. Per noi due, e non solo per noi, il calcio dovrebbe essere soprattutto divertimento. Ma non c’è nessuna campagna dietro, la mia reazione è stata spontanea”.

 

 

 

 

Valentina Gravina

@valegravi

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