Si filma durante l’aborto: così pubblicizza una ‘esperienza positiva’

Una donna si filma durante l'interruzione di gravidanza: pubblicità pro aborto o sensibilizzazione medica?

New Jersey (Usa) – Interrompere la gravidanza, soprattutto nei termini e nei modi consentiti dalla legge, è sicuramente una decisione difficile ma non più una notizia. Emily Letts, però, ha deciso di renderla tale, facendo riprendere per intero il video del suo aborto e scatenando così feroci polemiche sul web.

INTENZIONALITÀ – Recandosi in una clinica del New Jersey, la donna di venticinque anni ha organizzato le riprese del suo intervento di interruzione di gravidanza: lo ha fatto per dimostrare alle altre donne che l’aborto non è una procedura pericolosa e non comporta pericoli in vista di future gravidanza da portare a compimento. «Abortire nei primi tre mesi dura tra i tre e i cinque minuti – ha dichiarato dopo l’intervento – non c’è bisogno di alcun taglio. E non si rischia di avere problemi per le successive gravidanze».

UN VISO SUL LETTINO – Il video dell’aborto, ovviamente, non riprende l’azione chirurgica in sé ma solo il viso della donna. Le immagini, d’altronde, sono disponibili su YouTube, un servizio che non di rado ha limitato – o impedito – immagini di eccessiva violenza. Tanto però è bastato per far discutere, sicuramente più per il delicato tema che per le immagini vere e proprie.

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Emily Letts, durante l’intervento di aborto (lettera43.it)

POLEMICA – Immancabilmente la polemica si è diffusa sul web e oltre, travolgendo in parte la donna. Alcuni – soprattutto blogger di destra – l’hanno attaccata e aggredita, arrivando a definirla “strega” e “macellaia”.
A far riflettere, d’altronde, è l’assenza dal video di qualsiasi riferimento alla scelta etica che, comunque sia, dovrebbe essere alla base di una scelta di questa portata: l’effetto è quello di uno spot pro-aborto, che cancella ogni riflessione a monte. D’altronde, come riferisce Cosmopolitan, per Emily «Abortire è un’esperienza positiva» e al giornale ha spiegato che «sapevo di non essere pronta per prendermi cura di un bambino». D’altronde la donna non ha rimorsi: «non mi sento una cattiva persona – ha spiegato – Non mi sento triste. Sapevo che quanto stavo facendo era la scelta giusta. Era la cosa giusta per me e per nessun altro».

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Le fasi preparatorie dell’intervento (excite.it)

SOSTEGNO – Non tutte le voci sono state contrarie. Se Emily si attendeva molte critiche, a sorprenderla è stato soprattutto il sostegno ricevuto su Facebook e su altri social network: «In tanti si sono dimostrati incredibilmente d’aiuto. Gente con cui non avevo mai parlato ha cominciato a scrivermi le proprie storie d’aborto». Una sorpresa anche per lei.

STATI UNITI – L’aborto negli Stati uniti è ancora materia di scontro politico costante e quotidiano; uno dei problemi per l’approvazione del piano Obamacare e per la resistenza di alcune ali cattoliche, non solo conservatrici, era legato proprio all’assicurazione garantita anche per le interruzioni di gravidanza. Inevitabile che una scelta come quella di Emily Letts porti uno strascico polemico, allora, nel paese in cui le corti civili obbligano le scuole a insegnare alla pari creazionismo ed evoluzionismo.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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