Shock aviaria, primo decesso in America del Nord

Le autorità sanitarie canadesi hanno divulgato la notizia del primo decesso per contagio da influenza aviaria. A rischio contagio anche l'Occidente?

aviaria

Shock in Occidente: primo decesso in Canada per influenza aviaria

Canada – Lo scorso 3 gennaio si è avuto il primo decesso nel mondo occidentale causato dal ceppo dell’influenza aviaria H10N8. Si tratta della prima vittima di aviaria nel Nord America: proveniente da Alberta, Canada, sembra che la vittima fosse rientrata da poco da un viaggio in Cina. La sua identità non è ancora stata divulgata. A confermare la notizia sono state le autorità sanitarie canadesi: il ministro della Sanità, Rona Ambrose, ha precisato, in un comunicato stampa, che si tratta di un «caso isolato» e che non c’è alcun rischio di contagio per il resto della cittadinanza.

AVIARIA 2013 – Il ceppo dell’influenza aviaria H7N9, diffusosi per la prima volta nel 1997, è stato di nuovo identificato nel sud della Cina a partire dall’aprile 2013 come ceppo H10N8. Le autorità di Hong Kong hanno annunciato il primo decesso da influenza aviaria lo scorso dicembre. Si tratta di un uomo di 80 anni residente a Shenzhen. Tuttavia, sempre a dicembre, era stato comunicato un altro decesso dall’agenzia cinese Xinhua. La vittima era una donna di 73 anni che, pare, avesse visitato un mercato di volatili vivi. La donna viveva nella provincia di Jiangxi.

IL GOVERNO CINESE CORRE AI RIPARI – Dopo la completa censura che il governo cinese fece dieci anni fa sulle notizie che riguardavano l’influenza denominata Sars, che causò centinaia di vittime nel Paese, questa volta ha deciso di rendere note le notizie sui casi di contagio e, soprattutto, di evidenziare come la macchina sanitaria e quella politica si stiano dando da fare per combattere l’emergenza. Tuttavia, pare che le notizie riguardo ai casi di decesso avvenuti per l’influenza HN10N8,  siano state diffuse oltre due settimane dopo l’accaduto.

L’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ – L’OMS è impegnata da anni nella creazione di un vaccino capace di garantire la completa guarigione delle persone contagiate dall’influenza aviaria. Ma finché il vaccino non sarà pronto, l’OMS ha fatto sapere che nel sud della Cina sono state prese delle misure di sicurezza: sono stati chiusi i mercati di volatili vivi, è stato diffuso l’obbligo, per i possessori di piccioni, di curare i volatili all’interno di gabbie pulite e, infine, sono stati attivati dei corsi di emergenza sul ceppo H10N8 dell’influenza aviaria per il personale sanitario all’interno degli ospedali.

Mariangela Campo

 

 

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