Shakespeare: staging the world

Londra – E’ partito ufficialmente il 23 aprile – giorno di nascita di William Shakespeare – il World Shakespeare Festival, che durerà fino a novembre. Questo straordinario evento è la punta di diamante delle Olimpiadi Culturali di Londra 2012 e coinvolge migliaia di artisti provenienti da tutto il mondo che metteranno in scena più di 70 produzioni.

Numerosi eventi e mostre sono previsti anche in altre città del Regno Unito tra cui Birmingham, Newcastle, Stratford-upon-Avon ed altre ancora in Galles e Scozia. Per la prima volta, in occasione del World Shakespeare Festival, importanti istituzioni culturali come Tate Modern, National Theatre, British Museum, British Council e la Royal Shakespeare Festival hanno avviato una collaborazione per promuovere la figura del noto drammaturgo e poeta di Stratford-Upon-Avon attraverso mostre, workshops, lezioni e diversi eventi culturali.

A produrre il World Shakespeare Festival è la Royal Shakespeare Company, che ha studiato nei minimi dettagli l’organizzazione dell’evento, puntando a creare una rete di contatti nazionale e soprattutto internazionale, tra le varie compagnie teatrali, senza precedenti.

Al Globe Theatre è già partita la rassegna Globe To Globe, che vede la messa in scena di 37 spettacoli in 37 lingue diverse, con produzioni provenienti da tutto il mondo. Anche l’Italia ha dato il suo contributo grazie alla compagnia teatrale Itermini che ha messo in scena Julius Caesar – Giulio Cesare, con la regia di Andrea Baracco, nei giorni 1 e 2 maggio.

Il British Museum ospita dal 19 luglio al 25 novembre la mostra Shakespeare, staging the world: uno sguardo sulla Londra di 400 anni fa, ovviamente attraverso le opere di Shakespeare. Oltre 190 opere tra mappe, stampe, disegni e dipinti, armi e armature, monete, medaglie e altri oggetti sorprendenti provenienti dalla collezione del Museo e da tutta Europa sono esaminate attraverso la lente delle opere di Shakespeare.

Il museo ha prodotto, lavorando con la Royal Shakespeare Company, una serie di nuovi interventi digitali che appaiono in tutta la mostra, consentendo ai visitatori di incontrare le parole e i personaggi di Shakespeare insieme agli oggetti esposti. L’esposizione crea così un dialogo tra una straordinaria gamma di oggetti – dai dipinti e manoscritti rari a oggetti modesti, di uso quotidiano del tempo – e le rappresentazioni teatrali e i personaggi eredi del patrimonio culturale più ricco al mondo.

Tra gli oggetti legati a Shakespeare e alle sue opere ci sono i resti funebri di Enrico V, esposti al pubblico a Westminster Abbey ai tempi di Shakespeare e descritti nel prologo del quinto atto di Enrico V, come  “il suo elmo ammaccato e la sua spada piegata”.

Il suggestivo ritratto dell’ambasciatore marocchino della regina Elisabetta I, in cui si raffigura una delegazione di soldati arrivati a Londra nel 1600 per una visita di Stato, ebbe un grande impatto sulla Londra del periodo. El-Ouahed ei suoi uomini, affascinanti ma temerari, furono in città per sei mesi e certamente avranno ispirato Shakespeare per  il personaggio di Otello, il soldato e “nobile Moro”.

Un’importante mostra che permette di comprendere il ruolo di Londra come città del mondo, quello del teatro come una finestra su quel mondo esterno alla città e l’importanza del grande drammaturgo nel plasmare un nuovo senso di identità nazionale.

Natalia Radicchio

Foto via http://www.theupcoming.co.uk

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