Sesso sfrenato in spiaggia, rischia l’amputazione del pene

Un ventitreenne fa sesso sfrenato in spiaggia con la fidanzata con una erezione da record - quarantotto ore -. Rischia l'amputazione del pene

Sesso sì, ma con attenzione! (www.corrieresalentino.it)

Sesso sì, ma con attenzione! (www.corrieresalentino.it)

SOLOFRA, AVELLINO – Siamo in piena estate. C’è tanta voglia di divertimento e, come di consueto, le città si sono svuotate mentre le spiagge sono state prese d’assalto, dal nord al sud dello stivale. In questo agosto “bollente” c’è anche chi ha voglia di trascorrere ore felici insieme al proprio partner: proprio come un ventitreenne di Solofra, in provincia di Avellino che, dopo una notte di sesso sfrenato in spiaggia con la fidanzata, è stato operato con il serio rischio di amputazione del pene.

SESSO SFRENATO: RISCHIA AMPUTAZIONE PENE – Secondo la spiegazione dello stesso medico che ha operato il ragazzo – Stefano Pecoraro -, il problema è nato perché il giovane ha avuto un’erezione durata circa quarantotto ore: in questo tempo molto lungo, iniziato domenica notte con il sesso sfrenato in spiaggia in compagnia della sua ragazza, il giovane ha avuto quella che comunemente si definisce la “sindrome del chiodo piegato”, ovvero la frattura del pene.

In pratica, dopo la notte di sesso violento, il pene del ragazzo era rimasto in erezione: ad un certo punto, però, il giovane ha avuto dolori così forti che non ha potuto fare altro che andare in ospedale: lì, gli è stata diagnosticata la rottura di una membrana del pene. È stato ricoverato d’urgenza alla clinica Malzoni di Avellino, dove è stato operato dal team dell’andrologo e urologo Pecoraro: se il ventitreenne avesse resistito al dolore ancora per qualche ora, avrebbe rischiato l’amputazione del pene a causa dell’enorme fuoriuscita di sangue dalla membrana lacerata che, a lungo andare, gli avrebbero fatto andare in cancrena l’organo.

(www.legambienteturismo.it)

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SESSO: VA BENE LA PASSIONE, MA ANDIAMOCI PIANO – Questa la spiegazione del dottor Pecoraro, intervistato dai giornalisti della testata locale Ottopagine.it: «Il ragazzo si è procurato quella che in gergo viene definita sindrome del chiodo rotto. In pratica, è la rottura di una membrana che ricopre i corpi cavernosi del membro, determinando un’abbondante fuoriuscita di sangue dalle stesse sacche, molto irrorate durante l’erezione. Si tratta di traumi molto pericolosi. Si tratta di fratture che possono portare conseguenze anche più gravi. In questo caso si è trattato di un rapporto particolarmente violento che ha provocato una profonda lacerazione dell’organo. Sono situazioni molto particolari in cui se il chirurgo non prende in tempo paziente si può rischiare anche l’amputazione del pene. Credo che serva una corretta informazione su quello che si può o non si può fare nel sesso. Voglio ancora una volta invitare i ragazzi ad avere una sana sessualità, senza eccessi violenti».

Mariangela Campo

@MariCampo81

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