Sesso rumoroso, ragazza inglese condannata a 14 giorni di carcere

Si può essere condannati per "sesso rumoroso"? Succede a Gemma Wale, giovane di Birmingham, che ora dovrà passare due settimane in carcere

sesso rumorosoUna denuncia e una condanna a due settimane per “sesso rumoroso“. È accaduto a Gemma Wale di Small Heath, periferia di Birmingham, colpevole di aver disturbato il vicinato con i suoi gemiti durante diversi rapporti sessuali. L’ultimo, a gennaio, le è valso la querela da parte dei vicini e la condanna del tribunale locale, che ha tenuto conto dei numerosi precedenti in materia di disturbo della quiete pubblica collezionati dalla ragazza.

LA DENUNCIA DEL  VICINO –  A sporgere la denuncia contro Gemma è stato un vicino di casa, che ha accusato la ragazza di avere, in più occasioni, «gridato e urlato ad un livello di animosità» oltre il limite del tollerabile per «una decina di minuti». La situazione è stata “sanzionata” anche dal Comune di Birmigham, proprietario dello stabile dove la ragazza vive, che ha deciso a sua volta di intentare una causa nei suoi confronti. L’accusa, di per sè niente di preoccupante, è divenuta presto seria, poichè la ragazza, come riporta il “Mail Online”, era stata già fatta oggetto di diversi avvisi per comportamento antisociale.

LE MOTIVAZIONI DEL GIUDICE – Un particolare a cui il giudice Emma Kelly ha dato particolarmente peso, condannando la ragazza a raffreddare i suoi bollenti spiriti in cella per due settimane. Secondo la sentenza resa dal tribunale di Birmingham difatti, «con le sue urla e i suoi gemiti la signora Wale è di nuovo incorsa in un comportamento anti-sociale a cui si aggiungevano altre rumorose litigate con il suo fidanzato, insulti vari rivolti a un vicino e in generale atteggiamenti poco rispettosi degli altri abitanti dell’edificio». Il cumulo di tutti questi episodi, che avevano portato la ragazza ad essere ammonita più volte, e l’infrazione di questi avvenuta con l’ultimo e rumoroso evento, ha portato il giudice a decidere per questo piccolo periodo di reclusione.

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: grandangoloagrigento.it

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