Sesso e prestazioni maschili: Lulu mette i voti agli uomini

Sesso prestazioni maschili

Arriva l'app che permette di giudicare le performance maschili

Dare i voti agli uomini: a tutte sarà capitato almeno una volta nella vita di giudicare, anche solo per scherzo, il proprio fidanzato con le amiche. E, perché no, anche di commentare con una punta di acidità in più quel difettuccio segreto del proprio ex. Evidentemente, però, Alexandra Chong ha però pensato che qualche chiacchiera tra ragazze non potesse bastare e ha deciso di creare un’applicazione che già sta facendo discutere. La neonata Lulu si presenta infatti come un enorme database che raccoglie commenti e valutazioni di tutte le iscritte, che possono così eventualmente scambiarsi informazioni sui tipi dai quali sarebbe forse meglio tenersi alla larga per le ragioni più disparate.

Abbigliamento, buone maniere, capacità di sapersi muovere tra le lenzuola: tutto fa brodo quando si tratta di capire se chi si ha davanti è un vero principe azzurro oppure un semplice ranocchio. Con buona pace della privacy, su Lulu è quindi possibile inserire nome e cognome del diretto interessato e una sua valutazione il più possibile completa e dettagliata. Non solo, laddove lo volessero, alle utenti è persino permesso aggiungere una fotografia del malcapitato.

Sulla carta, l’intenzione è quasi di pubblico servizio per la comunità femminile: risparmiare fatica a tutte quelle donne che, normalmente, si mettono alla caccia d’informazioni su web e social per capire se il loro investimento sessuale e amoroso sarà effettivamente ripagato. Non a caso, l’app è pensata per un pubblico di giovanissime.

Per ora, hanno potuto beneficiarne le ragazze americane e inglesi ma, pur con tutto il pacchetto di polemiche che si trascina dietro, non è detto che non possa presto sbarcare anche altrove. Lanciato in esclusiva in due università della Florida, questo enorme catalogo on line di giudizi spesso legati anche alle prestazioni sessuali dei ragazzi loro malgrado coinvolti nella sperimentazione non ha in effetti mancato di suscitare irritazione, soprattutto in chi si vede impossibilitato a difendersi da “attacchi” alla propria persona e, magari, anche alla propria virilità.

Alexandra Chong ha però trovato un possibile rimedio, una contro-applicazione che permette ai ragazzi di dare spiegazioni sui giudizi espressi nei loro confronti. I due circuiti, quello maschile e quello femminile, andranno quindi a collaborare tra loro senza tuttavia intralciarsi a vicenda: in nessun modo sarà concesso agli utenti di sesso maschile di revisionare o  ritoccare in modo diretto i voti raccolti in precedenza.

Mara Guarino 

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