Serie A, pagelle della 7a giornata: il derby elegge l’Inter terza incomoda al vertice

Milan 5,5 – Inter 6,5 

 

Walter Samuel ha deciso il derby (http://www.goal.com)

Chissà se adesso Strama se la prenderà nuovamente con i giornalisti che gli parleranno di un’Inter dalla mentalità da provinciale, perché quella sfoderata stasera da Zanetti & Co è stata la partita del sacrificio. La difesa a 3 sembra ormai reggere e, una volta migliorati certi automatismi, questa squadra si porrà davvero come terzo incomodo per la vittoria finale.

Il Milan ha creato, segnato e reclamato e un punto lo avrebbe anche meritato, ma non riuscire a sfruttare il vantaggio dell’uomo in più è un rimpianto anche più grosso degli errori arbitrali.

Napoli 7 – Udinese 6

Questo si che è il vero Napoli,  non quello sceso in campo in Europa League. I titolari mostrano immediatamente perché Mazzarri abbia deciso di non farli giocare in coppa e di risparmiarli per il fine settimana.

Stavolta a segno vanno due dei tre tenori con un Hamsik mai così decisivo nelle passate stagioni partenopee. E, dopo lo stop per la nazionale, il calendario propone la sfida al vertice con la Vecchia Signora. L’Udinese non è apparsa stanca o appagata dalla vittoria di Anfield e la squadra di inizio stagione è ormai un ricordo sbiadito: sembra che ci siano tutti i segnali perché l’Udinese possa fare il campionato che più le si addice.

Chievo 6,5 – Sampdoria 5,5

Se non ci fosse stata la papera di Romero, difficilmente si sarebbe parlato di “effetto Corini” quanto di un pareggio in linea con quanto fatto fino all’altro ieri da Di Carlo. Invece, il portiere titolare dell’Argentina decide di regalare al Chievo una vittoria che dà fiducia. Quanto alla Samp, positivo il rientro di Maresca, meno quello di Maxi Lopez. La squadra è giovane e certi cali di attenzione erano preventivabili: sta alla bravura dell’allenatore risollevare da subito il livello di guardia (ed il morale).

Genoa 6  – Palermo 6

Una serata da libro Cuore: il Marassi che accoglie Gasperini memore dei 4 anni passati assieme, la favola del bomber “per caso” Giorgi, la ritrovata verve realizzativa di Borriello. La verità è che ad affrontarsi sono due squadre ancora alla ricerca della propria identità  e che sicuramente faranno ampio ricorso al mercato di riparazione. Un punto a testa, dunque, non può che rallegrare due allenatori alle prese con i presidenti più lunatici della serie A.

Catania 7 – Parma 5

Pronti via, il Catania impone la legge del Massimino alla malcapitata di turno. Evidentemente le alte temperature siciliane permettono agli argentini del Catania (Gomez su tutti) di esprimersi sugli stessi livelli della squadra ammirata lo scorso anno. Per il Parma, la gara è stata troppo condizionata dal gol subito a freddo, ma l’astinenza degli attaccanti continua ad essere una criticità da risolvere.

Torino 5 – Cagliari 6,5

I 5 gol di domenica scorsa erano sicuramente una meteora, ma il Toro visto oggi è troppo lontano dal carattere del proprio mister. Al Cagliari, invece, sembra aver fatto bene il cambio in panchina e i primi 3 punti in classifica non potranno che far bene sul morale della squadra isolana.

Roma 6,5 – Atalanta 5,5

Giornata memorabile per la Roma di Zeman, non tanto per la vittoria quanto per il fatto di non aver subito alcun gol. L’allenatore boemo decide di lasciare fuori 3 delle figurine più importanti a propria disposizione,  una per ruolo: Burdisso, capitan futuro De Rossi e Osvaldo. La scelta non sembra comportare grandi novità, considerando che per i primi 20 minuti la squadra sembra essere la stessa demolita a Torino. Ma l’Atalanta non ha la stessa cattiveria (e mira) della Juve. E così una magia di Totti per Lamela e un’incertezza di Consigli permettono alla Roma di Zeman di centrare la prima vittoria casalinga.

Fiorentina 6,5 – Bologna 5

Se finora c’era qualche dubbio, ora si tratta di una certezza: la Fiorentina di Montella è bella e gioca (forse) il miglior calcio della serie A, ma manca di un attaccante di peso capace di finalizzare la mole di occasioni create. Toni ci mette il fisico (gli resta solo quello) ma non è sufficiente e a gennaio si dovrà cercare di correre ai rimedi. Il Bologna, dopo la scorpacciata di gol di una settimana fa, è sembrato troppo arrendevole: a mister Pioli il compito di far recuperare ai suoi “gli occhi della tigre”.

Pescara 5 – Lazio 6,5

A questo punto la domanda è legittima: qual è il vero Pescara? La squadra dalla difesa imbarazzante con una media di 3 gol subiti a partita o quella attenta e dinamica capace di fare 7 punti in 3 partite? Quella contro la Lazio è stata la prima versione e l’assenza di Weiss non sembra essere un alibi convincente. La squadra di Petkovic ha avuto vita fin troppo semplice, soprattutto se il profeta Hernanes è in giornata e quando si dispone di un panzer come Klose.

Siena 6,5 – Juventus 6,5

La rabbia di Marchisio che ha sbloccato la gara del Franchi (http://www.goal.com)

Stesso colore di maglia, stesso voto ma esito ben diverso in un match in cui il Siena ha messo in mostra quel carattere che ha permesso alla banda di Cosmi di espugnare il San Siro e la Juventus ha evidenziato gli ormai soliti limiti sottoporta. Un vero top player (Aguero per intenderci) avrebbe risolto da solo questa partita.

Invece, la Juve ha prima creato senza grandi risultati e poi si è infranta contro il muro messo in pratica dal Siena, capace anche di mangiarsi alcune occasioni da gol. La differenza l’hanno fatta due top player del centrocampo (Pirlo e Marchisio) ma l’impressione è che non sempre possa andare così bene alla Vecchia Signora.

Antonio Giordano 

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