Serie A, pagelle 20 giornata: la Juve frena, Napoli e Lazio incalzano

Sansone, autore del gol del pareggio contro la Juve (sporteva)

Parma 6 – Juventus 6

Il fatto che il Tardini fosse finora l’unico campo imbattuto della serie A avrebbe dovuto far scattare qualche campanello d’allarme nella squadra di Conte che, al solito, imposta, costruisce ma non finalizza. E, al trend ormai in voga da più di un anno a questa parte, ne conferma altri, non aggredendo con la stessa cattiveria dei giorni migliori, concedendo qualcosa in difesa, dando per scontata la vittoria anche solo con un gol di scarto (ancora una volta e solo su calcio piazzato). E, come contro la Sampdoria, il gol avversario arriva sulla fascia sinistra vittima di Chiellini, finora maldestramente sostituito da Peluso e Caceres. Il Parma conferma l’imbattibilità in casa e il talento dei suoi giovani; la Juventus evidenzia, ancora una volta, i suoi limiti e la necessità di ritornare sul mercato.

Torino 6,5 – Siena 6

Se l’ex di turno Rosina non avesse sbagliato il rigore sul finale, il voto sarebbe stato lo stesso per entrambe le squadre che si sono rese protagoniste di una bella prestazione nel freddo dell’Olimpico di Torino. A fare la differenze, però, la maggiore incisività in attacco dei granata con un Rolando Bianchi sempre puntuale e un Cerci finalmente libero di esprimersi ai suoi livelli. Al di là della prestazione comunque convincente, alla squadra di Iachini resta uno sconfortante ultimo. E l’ormai certa partenza di Calaiò (destinazione Napoli) sicuramente non rallegra i tifosi.

Cagliari 6,5 – Genoa 6

Che il Cagliari non abbia trovato il proprio campione (nonché il prezzo pregiato del calciomercato estivo)? Il genietto Sau continua a convincere e segnare, guidando la rimonta della squadra sarda passata in svantaggio. A chiudere la rimonta ci pensa il capitano Conte, alla prima rete in questo campionato. Per il Cagliari 3 punti che valgono oro e che permettono una più che meritata boccata d’ossigeno. Quanto al Genoa, comincia a vedersi la mano di mister Delneri (o forse i suoi giocatori iniziano a comprenderne il linguaggio) e la sensazione è che, con i giusti innesti, la salvezza dovrebbe essere alla portata di una squadra costretta a cambiare troppo spesso.

Udinese 7 – Fiorentina 5,5

Stessi marcatori di una settimana fa, gol quasi in fotocopia, risultato identico: una pretendente alla zona Champion’s piegata al Friuli dalla doppietta del sempiterno Di Natale e dalla rete di Muriel. Questa volta a farne le spese è la Fiorentina di Montella, alla seconda sconfitta consecutiva. La squadra di Guidolin sembra aver recuperato lo smalto del campionato scorso e si rilancia in zona Europa League. Nessun campanello d’allarme per la viola, penalizzata dalle troppe assenze e dalla forma non smagliante dei suoi uomini migliori.

Catania 7 – Roma 5

“Tanti gol fatti e altrettanti errori difensivi”: è sempre stato questo il teorema zemaniano. Almeno fino ad oggi, dal momento che il teorema va così rivisto alla luce della gara in casa del Catania “tanti errori in attacco e altrettanti in difesa”. La Roma di Zeman, organa delle invenzioni di Totti e della cattiveria di Osvaldo, sbaglia una quantità di industriale di palle gol nelle persona di Destro. E, mentre i giornalisti Rai ormai in possesso di laurea in psicologia si affanno a descrivere il malessere dell’attaccante romanista (senza, invece, considerarne semplicemente la sua giovane età), gli argentini del Catania dimostrano quanto ormai siano abituati al calcio italiano e mettono sotto la squadra della capitale approfittando dei continui errori difensivi.

Inter 6,5  – Pescara 5

Ora, vincere in casa con il Pescara per considerare passata la crisi delle ultime giornate (non ultima la sconfitta rimediata ad Udine) è un azzardo bello e buono. I nerazzurri, però, non mancano gli aspetti positivi da cui ripartire: la buona prestazione di una difesa  a dir poco inedita, il debutto del giovane Benassi a centrocampo, la freddezza sottoporta di Palacio. In attesa di avversari più attendibili e di capire se è scoppiato o meno un nuovo caso Cassano, 3 punti in più nella giornata in cui la Juventus perde terreno. Il Pescara, invece, sembra lontano anni luce dalla squadra cinica che solo 7 giorni aveva piegato la Fiorentina.

Bologna 7 – Chievo 5

Da due squadre che cercano di rimanere nella massima serie, ci si può aspettare un pareggio striminzito o, tutt’al più, contornato da una serie di errori. Difficilmente, però, ci si attende la goleada di una delle due, soprattutto se l’attaccante di maggior spicco è ormai a secco da quasi due mesi. Invece, succede che Gilardino si svegli dal torpore delle ultime settimane e, assieme a Koné e Gabbiadini, sigli la vittoria dei rossoblu contro un Chievo mai davvero in partita.

Lazio 6,5 – Atalanta 5,5

A questa Lazio non serve una mano della terna arbitrale, né tantomeno quella di Floccari. Boutade a parte, la squadra di Petkovic vince in casa contro l’Atalanta, sfruttando un gol favorito da un tocco di mano (tutt’altro che involontario) di Floccari e un autogol di Brivio. L’impressione è, comunque, il cinismo e la compattezza di questa squadra debbano iniziare a seriamente a preoccupare la Vecchia Signora e le altre pretendenti al titolo. Per l’Atalanta, una domenica a dir poco sfortunata.

Napoli 6,5 – Palermo 5,5

Gokan Inler al quarto gol stagionale

Si fa fatica a comprendere chi gioca per chi tra due squadre le cui trame di calciomercato si sono ripetutamente intrecciate fino all’altro ieri. Dopo l’imbarazzo iniziale, però, il Napoli dimostra di che pasta è fatto e, con le solite micidiali ripartenze, mette sotto i rosanero con le reti di Maggio, Inler e Insigne senior (al debutto anche il fratello minore del fantasista) e la conferma di non essere Cavani dipendente.

Sampdoria 6,5 – Milan 6 

Da un Milan con un tridente votato alla gioventù (El Shaarawy, Bojan, Niang) ci si aspettavano gol e sfrontatezza. La notizia, invece, è che il tridente ha fallito le attese della vigilia (a deludere, dei tre, è soprattutto il faraone) e che, ad uscire da campione dal Marassi, è Christian Abbiati. Il Milan conferma l’andamento altalenante stagionale e nel posticipo serale ottiene un punto risicato. A rosicare, invece, è la Sampdoria che mette in campo la stessa aggressività vista la scorsa domenica allo Juventus Stadium e che riesce a creare almeno 4 nitide occasioni da rete. Con questo carattere, la salvezza appare meno difficile.

 Antonio Giordano 

 

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