Serie A, le pagelle della 9° giornata: Juve di favore, Napoli di misura

Catania 6,5 - Juventus 6 

Il gol annullato al Catania

Nella settimana in cui se ne sentiranno di tutti i colori e in cui tutti tenderanno a metterci bocca (anche chi di calcio ne capisce quanto un Di Natale qualsiasi ne capisce di filosofia teoretica), a chi può interessare la difficoltà di chi deve dare dei voti al termine di una partita evidentemente falsata (nel senso etimologico del termine)? La Juve ha dato l’ennesima dimostrazione di potersela giocare sempre e comunque, ma deve fare anche i conti con le solite sviste che la premiano in termini di classifica e la svantaggiano in termini di immagine. E se anche durante una partita commentata da telecronisti messicani (in cui può imbattersi uno squattrinato fuorisede) il nome più pronunciato è quello di Moggi, allora anche l’espressione “svista arbitrale” comincia a diventare riduttiva. Al Catania un 6,5, magra consolazione rispetto ad una partita in cui è stata derubata (anche qui nel senso etimologico del termine).

Bologna 5,5 – Inter 6,5

Quando la colonnina di vittorie in trasferta inizia a diventare così importante, si è davvero in presenza di una squadra che punta al vertice della classifica. Stramaccioni riesce a vincere anche senza l’uomo più in forma (strano ma vero, trattasi di Cassano) grazie agli assist di un altro giocatore, Palacio, il cui ruolo strategico  era stato individuato dal modesto curatore di questa rubrica appena  una settimana fa. Per il Bologna 20 minuti iniziali di grande intensità e poi più nulla: poca roba al cospetto dell’Inter delle ultime giornate.

Fiorentina 7 – Lazio 6

La vendetta è un piatto che va servito freddo: chissà se a Ljajic avevano detto che la Lazio è la squadra che per diverse stagioni è stata allenata dal mister che lo ha schiaffeggiato in pubblica piazza, Delio Rossi. E chissà se i tifosi della Viola si sarebbero mai aspettati un Toni capace di segnare un gol che nemmeno quando aveva 10 anni in meno ed esplodeva in quel di Palermo. In questa giornata funesta per i fischietti nostrani, anche la Lazio ha il diritto di protestare su un gol annullato a Mauri (si, lo stesso che era stato arrestato). Ma prendere due rossi nel giro di un paio di minuti è un segnale a dir poco allarmante sulla tenuta mentale di questa squadra.

Sampdoria 5 – Cagliari 6,5

La Samp vista nelle ultime uscite sembra più la Juve targata Ferrara: inizio sprint e poi un serie di battute d’arresto. Stavolta i blucerchiati chiudono in 11 e giocano meglio, ma sembra che il “giocattolo” perfetto delle prime giornate si sia rotto. Tocca a Ferrara invertire la rotta. Il Cagliari della premiata ditta Pulga-Lopez sembra, invece, la Juve targata Capello: vittorie  di misura, difesa impenetrabile e 9 punti in 3 partite.

Torino 5 – Parma 7

Una partita intera nel segno di un cognome, Sansone. L’attaccante del Torino casca in aria e si becca il secondo giallo per presunta simulazione. Qualche minuto dopo, il suo omonimo centrocampista del Parma entra in campo e segna su assist di Parolo. A quel punto la gara degli emiliani è in discesa: il terzo gol consecutivo di Amauri e la buona prestazione di Marchionni ne sono una prova. Mister Ventura, dopo le positive prestazioni difensive finora messe in mostra, si becca 3 gol, continuando a mostrare i soliti limiti in attacco.

Pescara 5 – Atalanta 6

L’Atalanta dello scorso anno questa partita l’avrebbe vinta senza troppi problemi. Ma Denis non è il bomber implacabile del campionato 2011/2012 (o forse non lo è mai stato)e  Schelotto è lontanissimo dai tempi della convocazione in Nazionale. La vera nota lieta viene da un super Bonaventura. Il Pescara, invece, non approfitta della superiorità numerica per la seconda domenica consecutiva e appare una squadra senza identità. Inevitabili i fischi dell’Adriatico.

Napoli 6,5 – Chievo 5

Questo Napoli non sa fare a meno dei suoi tenori. E, con Cavani fuori, il peso dell’ attacco va tutto sulle spalle di Hamsik ,che sembra a suo agio nel ruolo di chi deve tirare la carretta per una squadra bella ma troppo sprecona. Il Chievo sembra aver fatto diversi passi indietro verso la versione Di Canio: squadra rinunciataria, poco convinta e mai pericolosa in attacco. Urge immediato cambiamento di rotta.

Roma 5 – Udinese 7

Ormai a Coverciano hanno deciso di usare i video delle partite di Zeman per la formazione dei futuri allenatori, in modo da spiegare loro cosa si intende per “efficaci trame in attacco”  e “difesa imbarazzante”. L’Udinese ha il grande merito di continuare a crederci, nonostante il doppio svantaggio, e di riuscire nella rimonta perfetta con i gol di un ritrovato Di Natale.

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Il faraone rossonero

Milan 6,5 – Genoa 5,5

Ok, anche stavolta è andata e Allegri può dormire sereno almeno per qualche notte. Ma i vicecampioni in carica non possono certo accontentarsi di una vittoria risicata ottenuta al termine di una partita non esaltante e non possono aggrapparsi unicamente alla cresta del faraone appena ventenne. La giustificazione per la quale “in questo momento contano solo i 3 punti” può reggere, ma non troppo a lungo. Ai giocatori del Genoa, invece, servono più giorni per comprendere gli schemi (finanche le semplici affermazioni) di Del Neri.

Siena 5,5 – Palermo 6,5  

“Prima la salvezza con il Siena e poi datemi una grande da allenare”: è quanto aveva dichiarato l’altro ieri Serse Cosmi. Al Siena di oggi, però, mancano la grinta e la cattiveria del suo allenatore (e delle sue affermazioni). Per Gasperini l’ennesimo risultato utile consecutivo, ma inizia a sentirsi la necessità di una vittoria (si sente sicuramente meno la necessità delle giocate fastidiosamente impossibili di capitan Miccoli).

Antonio Giordano 

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