Serie A, le pagelle della 13a giornata: Juventus, Inter e Napoli, vince l’X factor

Un super Marchetti ha sbarrato la strada alla Juventus (qn.quotidiano.net)

Juventus 6,5 – Lazio 5,5

Il processo di canonizzazione è già iniziato, agevolato dal fatto di non essere troppo distanti dalla Santa Sede: nel giro di qualche mese Marchetti diventerà santo. E Pektovic ne sarà il primo devoto. Quella sfoderata dal numero 1 biancoceleste rientra nella definizione di “partita della vita”: la Juve sbatte ripetutamente contro la saracinesca calata da Marchetti che mette in mostra l’unico neo della capolista, l’incapacità di metterla dentro. L’impressione è che, al cospetto di questo Giovinco, il buon vecchio Trezeguet sarebbe riuscito a fare di meglio, anche se costretto a giocare bendato e su una gamba sola.

Napoli 6 – Miilan 6,5

A chi gli consigliava di non abbondare con i babbà, Abbiati non ha voluto dar retta. Ed il rhum ingerito ha evidentemente lasciato strascichi nella prestazione del capitano rossonero, che ha scatenato le reazioni da ultrà di Galliani. Il Napoli mette alla strette il diavolo rossonero, ma l’incapacità di portare a casa i 3 punti, nonostante i cadeau di Abbiati, non appartiene alle grandi squadre. Il 6,5 concesso al Milan è solo il risultato della media ponderata tra le insufficienze generali ed il 30 e lode che meriterebbe questo El Shaarawy.

Inter 6 – Cagliari 6,5

Certe recriminazioni non fanno che galvanizzare i tifosi più accaniti e, magari, mascherare alcuni limiti della squadra. Ma ci si chiede quanto sia proficuo, in un momento già a dir poco teso, colpevolizzare gli arbitri così apertamente (per una volta Moratti sembra aver accantonato il suo storico savoir faire), ma soprattutto continuare a tirar fuori scheletri che speravamo essere definitivamente sepolti. Meglio tornare a parlare di calcio, dunque, con l’ennesimo gol di Palacio, qualche scricchiolio della difesa nerazzurra e la scoperta del bomber made in Sardegna, Sau.

Fiorentina 7 – Atalanta 6,5

Che fosse giovane e affamata lo si era intuito da subito; che giocasse anche bene lo si era capito dopo qualche partita. Ma se in questa Fiorentina comincia a segnare sistematicamente anche Toni (su cui nessuno avrebbe scommesso un euro fino all’altro ieri), allora ci si chiede dove questa squadra possa arrivare. Il rischio è quello di montarsi la testa, ma Montella sembra essere abbastanza preparato a scongiurare pericoli del genere. L’Atalanta può davvero poco contro questa Fiorentina ed il fatto di aver giocato in 10 non ha sicuramente agevolato. Ma la squadra di Colantuono ha già fatto abbastanza bene e sarà in grado di rialzarsi.

Bologna 7 – Palermo 5

Pioli aveva chiesto una prestazione maiuscola per dare un segnale in chiave salvezza ed i suoi giocatori lo hanno accontentato. A questo punto è lecito chiedersi cosa abbia chiesto ai suoi Gasperini, considerando l’anemica prestazione messa in campo al Dall’Ara. 3 gol con i giocatori maggiormente votati all’attacco sono una buona iniezione di fiducia per i rossoblù; l’incapacità dei rosanero di vincere lontano dal Barbera, invece, comincia a diventare preoccupante.

Udinese 6 – Parma 6

Antonio Di Natale ancora a segno (goal.com)

Un pareggio tra queste due squadre era abbastanza prevedibile; un pareggio con un simile risultato, invece, se lo aspettavano in pochi, considerando la collaudata solidità difensiva bianconera e la ancora più collaudata sterilità sottoporta dei gialloblu. Invece, quella in scena al Friuli, è una gara intensa e divertente, condita dai gol di due vecchie conoscenze della serie A (Di Natale e Marchionni), di un’eterna promessa mai sbocciata (Palladino) e di un giovane assai interessante (Pereyra).

Catania 6,5 – Chievo 5

Dopo la Fiorentina, il Catania è la squadra che finora ha messo in campo il gioco più divertente e più convincente. Ed il fatto che fino a ieri Montella scaldasse la panchina del Massimino non è un particolare trascurabile. I siciliani in casa sono una vera macchina da punti cui il Chievo deve inevitabilmente piegarsi.

Siena 6,5 – Pescara 5

Sono partite come questa a spiegare la differenza tra un allenatore affamato ed esperto di salvezze, come Cosmi, ed un allenatore di belle speranze che affronta per la prima volta la dura realtà della serie A, come Stroppa. Non a caso il Siena vince e mette in cascina altri punti fondamentali. Non a caso il Pescara perde, partita e testa (considerando i due espulsi), e si vede recapitare le dimissioni di Stroppa. Al suo successore si chiede un vero e proprio miracolo.

Sampdoria 6,5 – Genoa 5

Il derby della lanterna edizione 2012 sarebbe potuto facilmente diventare il derby della paura e concludersi in uno sterile pareggio. La Samp, però, ricorda cosa significa giocare un derby e mette in campo quella cattiveria che sembrava essersi esaurita dopo le prime vittorie. Il Genoa, invece, ha bisogno di una scossa che il soporifero Del Neri sembra non essere in grado di offrire.

Roma 6,5 – Torino 5,5

Sarà stato il fatto di aver giocato di lunedì, ma la Roma di Zeman conclude la prima partita senza subire gol (dopo il 3-0 a tavolino ottenuto contro il Cagliari) e porta a casa 3 punti che fanno morale dopo la batosta del derby. Ventura si è pesantemente lamentato per il rigore che ha aperto la vittoria dei giallorossi, ma la squadra di Zeman ha decisamente meritato, mettendo in campo le ormai solite ed avvolgenti trame offensive e la meno solita accortezza difensiva.

Antonio Giordano

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