Se sposti un posto a tavola – Recensione

Locandina del film

In un periodo di grande incertezza quale quello attuale, una delle poche sicurezze che restano è che la commedia francese è certamente uno dei filoni più proficui della cinematografia europea. Lo ha dimostrato il campione d’incassi Untouchables (Quasi amici), che a breve sarà oggetto di un remake americano per la regia di Paul Feig, lo ha confermato il graziosissimo Populaire (Tutti pazzi per Rose), che ha fatto incetta di applausi lo scorso anno al Festival del Cinema di Roma. Tralasciando la strana usanza italiana di modificare i titoli originali con strambe traduzioni che tentino di richiamare alla mente del pubblico film di successo dal contenuto simile (anche se poi così simili non sono), i film distribuiti dopo il successo di Quasi amici hanno dimostrato l’incredibile vitalità della commedia francese, che imitando spesso lo stile narrativo americano (abbondano ultimamente in queste pellicole split screen e titoli di testa graficamente accattivanti), regala al pubblico prodotti davvero graziosi e godibili (ricordiamo, tra i tanti, Cena tra amici, 20 anni di meno, Due agenti molto speciali e Dream Team con Omar Sy).

Di questo filone fa parte anche Se sposti un posto a tavola (titolo originale Plan de Table), opera prima della pubblicitaria Christelle Raynal, una piacevole commedia sugli scherzi del destino. Sulla scia dei numerosi “what if movies”, che mostrano i diversi esiti di una storia a seconda delle azioni compiute dai protagonisti (primo tra tutti Sliding Doors), Se sposti un posto a tavola racconta la storia, o meglio, le storie di Marie (Louise Monot) ed Eric (Lannick Gautry), conosciutisi per caso su un treno diretto ad Avignone. Sei anni dopo, Marie si sposa, ma non con Eric, eppure i due continuano a frequentarsi, e proprio il giorno del matrimonio, presi da un impeto di passione, fanno cadere a terra i segnaposto del tavolo “Mimosa”. Eric tenterà di rimediare al “danno” disponendo i segnaposto a caso: per tre volte la storia loro e degli invitati cambierà a seconda della disposizione scelta da Eric, con esiti esilaranti.

Lannick Gautry (Eric) e Louise Monot (Marie) in una scena del film

La Raynal gioca con la proprietà commutativa affermando che il suo principio, forse, non è così veritiero come si insegna a scuola: cambiando l’ordine degli addendi, infatti, il risultato cambia eccome. E se gli addendi sono anche tipi nevrotici, il risultato può essere ogni volta sempre più esilarante: cosa succede se si somma una donna con un costante complesso d’inferiorità e un aspirante fotografo un po’ goffo? E se si combina una ninfomane con un DJ dai modi un po’ grevi? Eppure, dopo vari tentativi spesso mal riusciti, la combinazione giusta sembra finalmente arrivare, ma ci siamo già resi conto, anche un po’ malinconicamente, che nella realtà i tentativi possibili sono davvero pochi.

Tralasciando perciò qualche concessione forse eccessivamente sdolcinata, Se sposti un posto a tavola è comunque una commedia piacevole e a tratti anche molto divertente, attraversata per giunta da un filo di malinconia. Un prodotto che non apporta nulla di nuovo al filone della comédie, che ha visto risultati certamente migliori e decisamente memorabili, ma che costituisce comunque un esordio alla regia soddisfacente per la sua realizzatrice. Il film uscirà domani nelle sale italiane sarà distribuito dalla Notorius Pictures.

(Foto: Vic Communication)

David Di Benedetti

@davidibenedetti

[youtube]http://youtu.be/zLGJupevbSE[/youtube]

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