Se son “Floris” fioriranno ma per ora è un flop

diciannoveEquaranta

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I programmi non si giudicano dalla prima puntata ma i numeri inchiodano tutti alla riflessione sull’arrivo di Giovanni Floris a La7 sbarcato nella rete di Urbano Cairo con tutto la carovana del suo staff di autori e analisti.

L’AUDITEL  - Dalle rilevazioni auditel la striscia preserale di Floris ottiene 258.000 spettatori (1,45% di share) che vuol dire meno spettatori persino della telenovela Tempesta d’Amore su Rete4 (2,04%) e del serial  su Italia1 CSI NY che ha totalizzato 633.000 spettatori (3.52%). Un clamoroso risultato se si pensa al mancato e fisiologico fattore curiosità che solitamente contraddistingue le prime puntate di un nuovo prodotto televisivo. L’ex conduttore di Ballarò doveva fare da traino al tg di Enrico Mentana ma – da questi magri risultati – appare più come una zavorra per il telegiornale di punta de La 7. In questa puntata pilota si parlava di lavoro con molta (troppa?) carne al fuoco, tanti gli ospiti e una scaletta adrenalinica cominciata con le geniali graphicstories di Vicsia Portel, il sondaggio di Pagnoncelli, l’intervista alla Camusso e tante clip ad inserzione nel rispetto di un rigido e freddo copione a cui Giovanni Floris si è tenuto impeccabilmente.

L’effetto “words cloud” scenografico – ad ogni modo – non ha funzionato e lo stile che ricalca Enzo Biagi nemmeno. Ma almeno  ha chiarito – per chi guardava – il concept del programma alla ricerca di sè, nel tentativo di uscire dalla “confusione” e dall’ingorgo dei linguaggi, troppi per una striscia quotidiana di venti minuti.  A Floris floppato il merito , tuttavia, di stimolare una riflessione sull’infotainment in italia giunto in una fase di conclamata sclerosi: accadde per la curva discendente dei “reality” negli anni scorsi (Isola dei famosi, Grande Fratello and co.) quando Simona Ventura lasciò Rai2 dopo annate di vip e sedicenti tali sperduti negli atolli più belli del mondo; o quando il GF macinava psicodrammi surreali e mentre il paese non arrivava alla terza settimana del mese a Capodanno quelli della “casa” facevano il trenino nei pomeriggi domenicali di Costanzo o la notte di Capodanno.

La nuova striscia preserale di Giovanni Floris

La nuova striscia preserale di Giovanni Floris

PERPLESSITÀ A LA7 –  Ora la bulimia della “politik tv”  giunta a saturazione per quantità e scarsa qualità è un dato. Dalle sei del mattino fino a tarda notte il mainstream delle cronache politiche ed economiche invadono il palinsesto senza che un direttore di rete si metta a pensare nei giusti termini della televisione generalista quando vanno dosati i generi e non iper-tematizzare la scansione dei programmi. In questo senso la striscia di Floris paga una già robusta programmazione de La7 sugli stessi temi senza peraltro offrire elementi di novità stilistica , al netto di uno studio ipertecnologico e un ritmo serrato per la notizia del giorno. Sicuramente diciannove&quaranta dovrà rodarsi per bene e  trovare una sua cifra narrativa se no i tanti soldi spesi da Urbano Cairo potrebbero non rendere. Certo, se son “Floris” fioriranno ma tutto quel battage pubblicitario per poi vedere la fotocopia sbiadita de Il Fatto di Enzo Biagi non è uno start esplosivo.

Giuseppe Trapani

foto: giornalettismo.com; like24.it

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