Scuola: tetto del 30% agli alunni stranieri

Una nota del Ministero per favorire l’integrazione. Gelmini: «pronti ad accogliere tutte le culture e i bambini del mondo»

di Fabrizio Giona

scuola_primariaRoma – Scuola e immigrazione, un connubio che da sempre ha fatto discutere senza però riuscire a trovare una soluzione…almeno la più accomodante e la meno discriminate. Così il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, prende in mano le redini della situazione ed invia a tutte le scuole una nota contenente le “indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana” e prevedendo il limite del 30% di iscritti stranieri a partire dall’anno scolastico 2010-2011.

Ultimamente si è discusso molto della presenza crescente di alunni stranieri nelle scuole e nelle classi italiane, una presenza che talvolta ha superato quella degli stessi studenti italiani. «La scuola deve essere il luogo dell’integrazione – spiega il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini – I nostri istituti sono pronti ad accogliere tutte le culture e i bambini del mondo. Allo stesso modo la scuola italiana deve mantenere con orgoglio le proprie tradizioni storiche e insegnare la cultura del nostro Paese».

E stabilire un tetto del 30% di alunni stranieri per classe, a detta del ministro, è un modo utile per favorire l’integrazione, perché grazie a questo limite si evita la formazione di “classi ghetto con solo alunni stranieri. Il limite del 30% entrerà in vigore in modo graduale: verrà infatti introdotto a partire dalle classi prime sia della scuola primaria, sia della scuola secondaria di I e II grado. Tale limite potrà poi essere innalzato, con determinazione del Direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, a fronte della presenza di alunni stranieri già in possesso delle adeguate competenze linguistiche.

scuolaCon questo provvedimento, stando alle dichiarazioni del Ministero, si vuole, quindi, fornire indicazioni sull’accoglienza e sull’assegnazione degli alunni stranieri alle classi e si vuole ribadire che i minori stranieri sono soggetti all’obbligo d’istruzione e che le modalità di iscrizione alle scuole italiane seguono i modi e le condizioni previste per i minori italiani. Con lo stesso, inoltre, il Ministero si impegna ad assegnare apposite risorse finanziarie per gli interventi di sostegno alle scuole per l’inserimento dei bambini stranieri.

Tanti buoni propositi…speriamo solo che queste non siano parole al vento ma che si rivelino effettivamente un punto di partenza per riformare la scuola italiana, sempre più soggetta alla presenza straniera. Quindi bando alle ciance e al bando quelle ingiustificate polemiche di tipo ideologico. L’immigrazione non ha partito, ne tantomeno una bandiera. E soprattutto non è un problema, ma un fenomeno che va affrontato e regolato per evitare l’insorgere di disagi, e per costruire un futuro multiculturale.

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