Scoperto un nuovo pianeta ‘invisibile’

C’è ma non si vede. Eppure deve essere là. Si tratta di un pianeta invisibile, al di fuori del sistema solare, che un gruppo di scienziati, guidato da David Nesvorny del Southewst Research Institute, ha da poco scoperto.

Le dimensioni sono simili a quelle di Saturno, ma la sua particolarità è che è un pianeta invisibile, in orbita intorno ad una stella simile al Sole. La sua massa è abbastanza grossa e, seppur impercettibile, il pianeta ha un nome: gli astronomi lo hanno battezzato come KOI-872c.

A questo punto, sorge spontanea la questione: come si è riuscito ad individuarlo se è impossibile vederlo? David Nesvorny  dice agli scettici: «Mettiamola così: se un treno ad alta velocità arriva in stazione con due ore di ritardo deve esserci una buona ragione. Ecco, il trucco è stato capire qual è, questa ragione». In altre parole, quello che lo scienziato vuole far capire con la sua risposta metaforica è che se un pianeta, correndo attorno alla sua orbita, non arriva mai puntuale agli appuntamenti prestabiliti, deve esserci qualcosa che lo frena o che lo fa accelerare. Ciò che potrebbe rappresentare questo ostacolo sarebbe proprio un altro pianeta.

Questo ragionamento  corrisponde ad un noto metodo scientifico: la misura delle variazioni del tempo di transito.  Fu proprio grazie alla misurazione delle discrepanze fra la posizione osservata di Urano e quella attesa in base alle leggi gravitazionali, che portò nel 1846, il matematico Urbain Le Verrier, a scoprire l’esistenza di Nettuno, ai quei tempi ancora sconosciuto.

Mentre Nettuno era destinato a rendersi visibile all’occhio umano ben presto, per KOI-872c, invece, ci sono poche speranze: la sua rivoluzione attorno alla stella KOI-872 dura circa 57 giorni e segue un’orbita tale da renderlo completamente invisibile persino all’occhio ultrasensibile di Kepler, progettata appositamente per rivelare il “transito”.

Il pianeta che, però, transita davanti la stella c’è, e si chiama KOI-872b. Fu lo stesso che perturbò Urano e che ha permesso al team di Nesvorny di ricostruire il “diario di bordo” di tutti i suoi passaggi davanti a KOI-872, fissandosi l’orario esatto di ogni movimento. I ricercatori si sono resi conto di essere davanti ad un pianeta che, quanto a puntualità, lascia parecchio a desiderare, con variazioni fino a due ore rispetto alle attese, provando così, ad ipotizzare numerose spiegazioni su queste variazioni temporali.

Il progetto HEK (Hunt for the Exomoons with Kepler) aveva come obiettivo quello di rilevare un nuovo satellite, ma a sorprenderli è stata proprio la scoperta di questo nuovo pianeta “invisibile”, del quale, però, sono riusciti a calcolarne la massa ed il periodo orbitale.

 Sonia Carrera

Foto / http://4.bp.blogspot.comhttp://cdn.physorg.com

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