Scontri in Egitto: una persona in coma e 14 feriti

Manifestazioni Il Cairo, Morsi, Costituzione

Proseguono le manifestazioni in Egitto pro e anti Morsi

Il Cairo – Si fa incandescente la situazione in Egitto, dove in migliaia si sono radunati davanti al palazzo presidenziale per manifestare contro e a favore del presidente Mohammed Morsi.

Sono in corso, infatti, tafferugli e sassaiole tra i due fronti: secondo fonti della sicurezza, in 14 sono rimasti feriti durante gli sconti e una persona è in coma. Una folla islamita, che ha aderito all’invito dei Fratelli Musulmani a mostrare sostegno al presidente egiziano, ha attaccato le tende dell’opposizione, piantate di fronte al palazzo presidenziale. I motivi della protesta, da parte del Fronte Salvezza, riguarda sia il decreto con cui Mohammed Morsi si è attribuito poteri quasi illimitati sia la stessa carta costituzionale, messa a punto da un’assemblea costituente monca dell’opposizione e con al centro la sharia quale base della legge.

Mahmoud Ghozlan, portavoce della Confraternita, ha dichiarato che «le aggressioni sono state commesse da una sola parte, che ha pensato di poter scuotere la legittimità per imporre con la forza la sua posizione». «Questo spinge le forze popolari – ha sottolineato Ghozlan – a manifestare per mostrare che è il popolo egiziano che ha scelto questa legittimità. Se Dio lo vuole, il popolo egiziano sarà capace di proteggere la legittimità e di adottare la sua costituzione e di proteggere le sue istituzioni».

Nel frattempo il presidente egiziano oggi è tornato nel palazzo e, a quanto pare, sta valutando l’ipotesi di sospendere il controverso decreto costituzionale approvato di recente, o di eliminarne gli articoli che in questi giorni hanno scatenato le dure proteste delle fazioni laiche del paese. La conferma viene dalle parole del vice presidente Mahmoud Mekki che ha fatto sapere che gli articoli della costituzione contestati dal Fronte Salvezza, possono essere modificati: «Dobbiamo trovare una via di uscita e siamo seri nella ricerca del consenso. Non abbiamo alcuna altra alternativa al dialogo». La necessità di un dialogo tra il presidente egiziano e i contestatori è, invece, la soluzione auspicata dal segretario degli Stati Uniti Hillary Clinton.  Anche se alla domanda postagli su presunti difetti della Costituzione egiziana, la Clinton ha preferito non esprimersi, ribadendo che soltanto con un dialogo bilaterale sarà possibile risolvere la situazione.

Giorgio Vischetti

@GVischetti

foto|| rainews24.rai.it; tmnews.it

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