Scontri e rabbia, la rivolta si propaga in Bahrein e Libia

Tripoli – Oggi in Libia è il ‘giorno della rabbia’. A cinque anni dall’anniversario della strage di Bengasi, in cui la folla assaltò il consolato italiano per protestare contro le vignette su Maometto, le forze dell’opposizione scendono in piazza per dire basta alla dittatura di Gheddafi, al potere da oltre 40 anni. Intanto, si registrano almeno 9 morti e 13 feriti  durante gli scontri nella città di Al Beida, nell’est del Paese.

Tensione alta anche in Bahrein, dove stanotte sono stati uccisi due manifestanti, un uomo di 65 anni e un ragazzo. Secondo i testimoni, i due stavano dormendo nelle loro tende, montate da giorni nella centralissima piazza di Perla a Manama, dove i cittadini da giorni chiedono più democrazia, quando le forze di sicurezza hanno attaccato senza alcun preavviso. Negli scontri, sono state anche ferite un centinaio di persone. La gente ora canta slogan in cui promette che «il sangue versato non sarà in vano».

di Redazione

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