Sciopero Groupon, l’azienda: ‘Flop’. Ma i delegati danno battaglia

Sotto la pioggia bassisima affluenza allo sciopero indetto dai sindacati dei lavoratori di Groupon. Ma i delegati danno battaglia e denunciano carichi di lavoro e mobbing

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Sotto il diluvio milanese, sono in pochi ad aver partecipato allo sciopero indetto dai sindacati dei lavoratori di Groupon per stamattina, per protestare “contro le continue provocazioni aziendali tese a sminuire la professionalità dei lavoratori, le centralizzazioni di attività che l’azienda sta avviando unilateralmente, la mancata valorizzazione e incentivazione dei dipendenti”. Secondo i dati comunicati dall’azienda, “più del 95% dei lavoratori (382 su 400)” si è recato oggi in ufficio.

IL COMUNICATO DI GROUPON - Stando al comunicato di Groupon, “sono tante le persone che non riconoscono se stessi come lavoratori né Groupon come Azienda nei titoli dei giornali di questi ultimi due giorni. Molti ci hanno chiesto di reagire con forza e difendere la nostra Azienda ed il nostro lavoro da attacchi del tutto privi di fondamento. Centinaia di persone assunte a tempo indeterminato ai quali vengono riconosciuti benefici aggiuntivi rispetto a quanto previsto dalla legge e dal CCNL, quali – ad esempio – ticket restaurant, revisione annuale delle retribuzioni basate sul merito, progetti di formazione, sistemi di incentivazione oltre ad un ambiente di lavoro internazionale e dinamico”.

LA REPLICA DI SINDACATI E DELEGATI - I sindacati e i delegati dell’azienda non sono però dello stesso parere. Vanadia Cantaro ai microfoni del «Fatto Quotidiano» ha spiegato che “la performance non all’altezza secondo l’azienda, è semplicemente la richiesta del doppio o del triplo del lavoro rispetto a oggi allo stesso stipendio, senza benefit né ricchezza maggiorata”. La totale indisponibilità della presenza sindacale all’interno dell’azienda è uno dei problemi evidenziati dall’altro delegato presente allo sciopero, Antonio Esposito.

Nota dolente, sempre secondo la Cantaro, è che in passato “diversi dipendenti si sono licenziati in seguito a comportamenti di mobbing o perchè screditati pubblicamente in loro assenza”. Federica Moschei dell’ufficio stampa Groupon, sempre ai microfoni del Fatto, evidenzia gli ampi spazi che l’azienda fornisce ai sindacati. Ma sui possibili casi di mobbing, prima esclude l’accaduto, poi si trincera dietro un no comment: “Non ci sono state situazioni di mobbing, o meglio, io non posso ovviamente affermare che queste situazioni ci sono state. Non posso rilasciare dichiarazioni su questa cosa”. Difficile che il botta e risposta tra Groupon e i lavoratori sia finito qui.

Francesco Guarino
@fraguarino

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