Sciolto per mafia il comune di Reggio Calabria

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Il comune di Reggio Calabria

Roma – Ieri il Consiglio dei Ministri ha disposto lo scioglimento del comune di Reggio Calabria; ad annunciarlo è stato il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, firmataria del decreto, motivato per “contiguità e non per infiltrazioni” mafiose. È la prima volta che un capoluogo è colpito da questo tipo di provvedimento.

Proprio la Cancellieri ha spiegato il provvedimento con una conferenza stampa a palazzo Chigi, dove ha chiarito anche che lo scioglimento colpisce solo questa amministrazione e non coinvolge quella precedente. La città sarà ora amministrata da una commissione di tre membri, che gestiranno le questioni amministrative per 18 mesi: i commissari saranno il prefetto di Crotone Pancio, il vice prefetto Castaldo e il dirigente dei servizi ispettivi di finanza pubblica della Ragioneria generale dello Stato, Piazza. Missione del triumvirato sarà soprattutto evitare il dissesto al comune, prima di indire nuove elezioni.
«È un atto di rispetto per la città» ha spiegato la Cancellieri in conferenza stampa, nell’auspicio che «possa ritrovare serenità, riprendere il suo cammino». «Lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria deve diventare un’occasione importante per segnare un vero cambiamento nella gestione della città – ha dichiarato Laura Garavini, capogruppo del Pd nella commissione Antimafia – In questi anni ci sono state troppe vicende oscure, non solo nella vita politica ed amministrativa del Comune, che hanno reso inevitabile la scelta del Governo. Ora tutti i cittadini di Reggio Calabria sono chiamati a un vero sforzo comune per far ripartire la città, libera dai condizionamenti della ‘ndrangheta’»

La decisione è stata presa dal Consiglio dei Ministri basandosi su una relazione di 250 pagine, con tremila di allegati. Stando a queste analisi, Giuseppe Plutino, consigliere dell’Udc e poi del Pdl, in carica da tre legislature, sarebbe stato il referente politico della cosca Caridi all’interno dell’amministrazione comunale. Inoltre una società partecipata del comune sarebbe stata infiltrata dalla presenza di agenti delle organizzazioni mafiose; nel luglio scorso era stata sciolta dal Comune dopo che la prefettura aveva negato la certificazione antimafia al socio privato della Multiservizi.

Critiche arrivano però dal presidente della regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, del Pdl: «se la scelta sarà politica assumeremo le nostre decisioni, chiedendoci se questa sia democrazia – ha dichiarato ieri – perché in comuni limitrofi a quello di Reggio, in cui sono state dimostrate evidenti commistioni tra amministratori e appartenenti al crimine organizzato, non si è proceduto con lo scioglimento?».

Andrea Bosio

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