Schettino, dopo due anni di nuovo sulla Concordia

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Il comandante Francesco Schettino

Il comandante Schettino in queste ore è tornato a bordo della Concordia insieme ai Pm di Grosseto e ai giudici del processo. Tantissimi giornalisti lo hanno atteso fuori dall’albergo in cui alloggia sull’isola, il sindaco del giglio, si è detto indignato per questo :  «Puntate i riflettori sul dolore, non su Schettino» ha chiesto ai giornalisti.

IL RITORNO SULLA NAVE DUE ANNI DOPO -  Alle 10.45 di oggi, 27 Febbraio, due anni dopo il naufragio della Costa Concordia nel quale persero la vita trentadue persone, Il comandante Francesco Schettino è tornato a bordo. Schettino accompagnato dal suo avvocato, Domenico Pepe, dopo essere stato istruito sulle condizioni della nave e su quali fossero i tragitti messi in sicurezza, si è recato alla sala del generatore di emergenza,  obiettivo del primo sopralluogo. L’auto con cui Schettino si è recato alla nave è stata più volte bloccata dai tanti giornalisti che chiedevano dichiarazioni e scattavano foto, i giornalisti hanno più volte bloccato la marcia dell’auto mandando nel panico Schettino che al momento di salire a bordo si è rifugiato nella veranda di un ristorante chiedendo ai carabinieri  Fermateli, dovete fermarli, non riesco a passare.»

SCHETTINO ACCERCHIATO DAI GIORNALISTI E DAI RESIDENTI DEL GIGLIO – Schettino prima di salire sulla nave, oltre ad essere accerchiato dai giornalisti, si è trovato contornato dagli abitanti dell’ Isola del Giglio che si sono riversati nelle stradine del paese rilasciando anche numerose testimonianze ai giornalisti, raccontando  cosa abbia significato vivere per due anni con il relitto della Concordia nel loro mare. Sul lungomare del giglio, presente anche il sindaco, che ha dichiarato «Più che i due giorni di Schettino al Giglio, sono importanti i due anni dalla tragedia della Concordia. Questa giornata è importante non perchè si accendono i riflettori sull’isola ma perchè si accende di nuovo il dolore per quanto accaduto. È una giornata importante per fare chiarezza sulla vicenda, come auspicano i gigliesi e tutti quelli colpiti da questa vicenda»

NESSUNA MANOMISSIONE DEL GENERATORE DI EMERGENZA - «Nessuno dei trentadue morti della Costa Concordia è deceduto perchè il generatore diesel di emergenza non funzionò la sera del naufragio» ha dichiarato il procuratore Francesco Verusio, spiegando che anche se fosse stato manomesso o non avesse funzionato questo non influirebbe sulla ricostruzione dei fatti svolta durante l’inchiesta che comunque, a parere del procuratore di Grosseto, non modifica assolutamente le accuse.

Serena Prati
@Se_prati 

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