Scattate le prime immagini a tutto tondo del Sole

 

L'immagine ricostruita grazie ai due satelliti (nasa.gov)

Che il Sole sia una stella è qualcosa che s’impara sin da piccolissimi. Già alle elementari si apprende che è una sfera di gas incandescente intorno alla quale ruotiamo e senza la quale non ci sarebbe la vita. Ma quel che non tutti sanno è che anche il Sole ruota,  lentamente, su se stesso. E questo ha a lungo impedito agli studiosi di capire cosa accadesse dall’altra parte, in quella metà che nel frattempo non ci è dato di vedere.

Sono dunque arrivate in soccorso le 2 sonde Nasa del progetto Stereo. Lanciati nel 2006, i satelliti sono giunti finalmente in posizione nella giornata di domenica, quando si sono disposti a 180 gradi l’uno dall’altro: il tempo necessario all’assestamento e sono state visualizzate contemporaneamente entrambe le facce della stella.  

Potrebbe all’apparenza sembrare una scoperta di poco conto, quasi fine a se stessa, malgrado la bellezza delle prime fotografie provenienti dallo spazio. Invece, si tratta di una ricerca dalle utilissime applicazioni pratiche, specie nel campo delle telecomunicazioni. Gli scienziati potranno infatti osservare in tempo reale la comparsa di eventuali macchie solari, spesso causa di malfunzionamenti ai danni delle comunicazioni satellitari.

Il Sole impiega tipicamente 28 giorni per compiere un giro completo. Per questa ragione, in passato, le macchie hanno colto gli astronomi del tutto impreparati: la loro formazione può essere rapida e improvvisa e nel caso in cui avvenga nella metà oscurata, non è possibile fare un granché per prepararsi ai  loro effetti. O, almeno, è stato così fino a un  paio di giorni fa.

Gli effetti di un monitoraggio costante potrebbero essere notevoli anche in ambito meteorologico. Il clima terrestre dipende di fatto da molteplici fattori, non ultimo il Sole. Le fiammate di gas incandescente che si producono in occasione delle tempeste solari possono arrivare anche a pochi milioni di chilometri dalla Terra. Sarà dunque possibile verificare qual è l’impatto di questi fenomeni sulla nostra atmosfera.

                                                                                                                                                                                                                                                                          Mara Guarino

Foto via: flickr.com

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