Scandalo sessuale alla Cia: si dimette il direttore David Petraeus

David Petraeus

David Petraeus, alla guida della Cia dal 6 settembre 2011 a ieri

Washington D.C. – La notizia è di quelle capaci di gettare in secondo piano anche la rielezione di Barack Obama alla carica di presidente degli Stati Uniti d’America: David Petraeus, generale che ha combattuto con successo nella guerra d’Iraq, si è dimesso ufficialmente dalla carica di direttore della Cia – Central Intelligente Agency – per uno scandalo sessuale che tanto ricorda nella memoria degli americani la liaison tra l’ex presidente Bill Clinton e la sua stagista Monica Lewinski.

La breve carriera del generale alla Cia, iniziata lo scorso anno dopo la direzione del comando statunitense in Afghanistan, si è conclusa quindi con una dichiarazione ufficiale, che non getta luce sulle reali motivazioni di una vicenda, quella della relazione extra-coniugale, sulla quale si sapeva poco o nulla sino alla giornata di ieri. «Dopo essere stato sposato per 37 anni ho dimostrato poco buonsenso», ha detto Petraeus al presidente Obama, che ha accettato le dimissioni, e che ha a sua volta aggiunto: «David Petraeus ha fornito un servizio straordinario per gli Stati Uniti per decenni».

In attesa di una nuova nomina, sarà il vice-direttore Micheal Morell a dirigere l’agenzia di spionaggio degli Stati Uniti, dopo aver ricoperto lo stesso incarico dal 1 luglio al 6 settembre 2011, nel periodo di transizione tra la direzione di Leon Panetta – successivamente promosso al Dipartimento della Difesa – e appunto quella di David Petraeus.

Si infrange così una dura tegola sulla pur trionfale rielezione del primo presidente nero: dopo l’annuncio di Hillary Rodham Clinton di voler lasciare il Dipartimento di Stato – l’incarico più importante dopo quello del presidente – e le dimissioni preannunciate di Timothy Geithner, potentissimo segretario del Tesoro che ha retto l’economia durante la crisi più grave dal 1929, e dello stesso Leon Panetta dalla Difesa, sarà necessaria un’opera di studio per ricoprire tutti gli incarichi, e per evitare anche pericolosi stalli sull’approvazione di decisioni importanti.

Le elezi0ni di Camera dei Rappresentanti (per metà) e Senato (un terzo) hanno infatti confermato la divisione del Congresso, con i repubblicani che controllano la Camera e i democratici che possono contare su una lievissima maggioranza al Senato, 53 a 45, con due senatori eletti nelle file degli indipendenti, in Maine e Vermont. Per questo, appare probabile che alla fine, alcune delle nomine di Obama saranno in favore di esponenti più moderati del Gop, in modo da favorire il dialogo istituzionale, almeno fino alle elezioni di Mid-term del novembre 2014.

Stefano Maria Meconi

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