Scacco alla camorra, arrestato Michele Zagaria, capo dei Casalesi: ‘Ha vinto lo Stato’

Alle 11.30 di questa mattina un’operazione della polizia coordinata dal pool di magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha posto fine alla latitanza del superboss del clan dei Casalesi, Michele Zagaria. Questo il comunicato scarno ma pregno di significati che segna la fine del capo del clan dei Casalesi, che alle 13.10 è uscito in manette dalla sua abitazione-bunker di Casapenna, nel casertano.

L’identikit di Michele Zagaria rilasciato negli scorsi mesi dalla Polizia di Stato (ilgiornale.it)

Il covo del superboss era stato individuato già da alcuni giorni in un fondo agricolo di via Mascagni, una traversa di via Crocelle nel cuore della sua Casapesenna, dove gli investigatori erano sicuri che si nascondesse Zagaria, latitante da 15 anni.

Il criminale, condannato già in contumacia a 3 ergastoli (tra cui quello comminatogli nel processo Spartacus e per l’omicidio di Pasquale Piccolo), era nascosto in un bunker sotterraneo all’interno della casa, separato dal pavimento dell’abitazione da cinque metri di cemento armato. Ad intrappolare definitivamente Zagaria è stata una botola di uscita difettosa, che lo ha bloccato nel bunker obbligandolo a consegnarsi agli agenti. Il boss avrebbe urlato ad alta voce per segnalare la propria presenza, temendo che gli uomini delle forze dell’ordine potessero sfondare il muro con mezzi meccanici e lasciarlo sepolto dalle macerie.

Al momento dell’arresto il boss ha accusato un malore, per il quale si è reso necessario l’intervento di un’ambulanza nel rifugio-bunker. Scene di giubilo da parte delle forze dell’ordine (circa 150 uomini utilizzati per il blitz), mentre le prime parole dell’arrestato sono state di rassegnazione: «Come mi ha insegnato il mio maestro Franco Roberti, è finita» ha dichiarato il magistrato Catello Maresca rivolgendosi  al boss nella sua abitazione, il quale ha risposto ironicamente «È finita, ha vinto lo Stato».

Tanti i curiosi accorsi sul luogo del blitz, nel quale al momento sono in corso ulteriori rilevamenti e ricerche da parte delle forze dell’ordine. «Siamo qui per curiosità, non lo conoscevamo e non sapevamo che fosse qui» è stato il mantra ripetuto a più voci tra le persone che circondano l’ormai ex-rifugio di Zagaria. Come a voler dimostrare che l’arresto del boss è stato un colpo tremendo al cuore dei Casalesi, ma non ancora mortale.

Francesco Guarino

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