Saving Mr Banks, la vera storia dietro ‘Mary Poppins’

Da oggi nelle sale italiane il film che racconta la nascita dello storico musical 'Mary Poppins', con Tom Hanks ed Emma Thompson

La locandina del film

La locandina del film

«Supercalifragilistichespiralidoso! È quella parola che si usa quando non si sa cosa dire!» Diceva così Mary Poppins, la tata londinese più famosa del mondo che accorreva a salvare i piccoli fratelli Banks da tate dispotiche e cattive e da un padre tutt’altro che presente, irrompendo nella vita di una famiglia in crisi dopo essere scesa da una nuvola incantata col suo magico ombrello parlante. Il resto della storia è noto a tutti, ma pochi saranno certo al corrente delle vicende che coinvolsero il più grande creatore di sogni, il signor Walt Disney, e l’autrice del libro sulle avventure della magica Poppins, Pamela Lyndon Travers, raccontate per la prima volta dal regista John Lee Hancock (Alamo – Gli ultimi eroi, The Blind Side) in Saving Mr Banks, da oggi nelle sale italiane.

LA STORIA DIETRO MARY POPPINS – Saving Mr Banks racconta, nello specifico, la storia della gestazione del film Mary Poppins. il viaggio che la famosa tata, interpretata dalla meravigliosa Julie Andrews (che per la sua interpretazione vinse un Oscar nel 1965), compì verso le sale cinematografiche di tutto il mondo, dal momento in cui le figlie di Walt Disney (interpretato nel film dal premio Oscar Tom Hanks) gli chiesero di trarre un film dal loro libro preferito, Mary Poppins, appunto. Per riuscire ad acquisire tutti i diritti, Walt si trovò ad affrontare l’ipocondriaca autrice (interpretata da una meravigliosa Emma Thompson), irremovibile nella sua decisione di non permettere che il personaggio della sua amata tata fosse stravolto dalla macchina di Hollywood. Ma il signor Disney scoprì ben presto che sotto quel velo di ostinata perfezione e costante dissenso si celava un animo debole, fragile e indurito dall’inesorabile corso della vita, un’anima sola e impaurita che aveva solo bisogno di essere salvata, così come Mary Poppins accorreva a salvare non tanto i piccoli Banks, quanto il loro assente padre.

SAVING MR BANKS

INDIMENTICABILE POPPINS – Nonostante Walt Disney abbia impiegato quasi 20 anni per ottenere i diritti dell’opera letteraria, quando il film su Mary Poppins fu finalmente realizzato vinse ben cinque premi Oscar su tredici candidature. Il merito fu anche quello di aver inserito nel film pezzi musicali come Cam Caminì, Un poco di zucchero e Supercalifragilistichespiralidoso, rimasti nella memoria di grandi e piccini, che si aggiudicarno l’Oscar alla miglior colonna sonora, firmata dai fratelli Sherman (interpretati, in Saving Mr Banks, da Jason Schwartzman e B. J. Novak). Saving Mr Banks è un’attenta ricostruzione del periodo di gestazione di uno dei film più amati dal pubblico nella storia del cinema, ricco di intelligenti citazioni e rimandi al film del 1964, che può contare sulle due ottime interpretazioni degli attori protagonisti, ma che palesa una forte debolezza strutturale, nonostante la sceneggiatura regali alcuni divertenti dialoghi.

DEBOLEZZE NARRATIVE – La narrazione cede spesso al documentarismo e si abbandona eccessivamente all’uso di flashback con lo scopo di rimarcare quasi spasmodicamente il rapporto tra la scrittrice e suo padre (che nel film ha il volto di Colin Farrell), rapporto che la signora Travers riversò, ovviamente, nel suo famoso romanzo. Saving Mr Banks perde, soprattutto sul finale, quella magia che contraddistingue il classico prodotto Disney, puntando tutto sulla psicologia dei personaggi (soprattutto quello femminile) e tramutando inevitabilmente il film in una sorta di esperimento accademico sulle dinamiche psicologiche che intercorrono tra genitori e figli e su quanto queste influenzino la vita quotidiana dei futuri adulti.

Nonostante questo, siamo convinti che in molti, una volta usciti dalla sala, saranno pervasi dall’infantile desiderio di voler rivedere Mary Poppins e cantare sulle note delle sue indimenticabili canzoni. Perché, come affermava il signor Disney, «la fantasia non potrà mai invecchiare. Essa rappresenta un volo verso una dimensione che giace ben al di là del tempo».

David Di Benedetti

@davidibenedetti

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