Sarkozy 2, le ragioni e gli ostacoli del ritorno in politica

Parigi – Alla fine è successo. Ciò che da settimane, anzi da mesi, era nell’aria è avvenuto: Nicolas Sarkozy si ricandida alla presidenza del UMP, il partito maggioritario di centrodestra francese. I perché del ritorno acclamato da alcuni, osteggiato da altri, sono molteplici; come sempre la passione non basta a spiegare una discesa in campo di un politico, cosa risaputa da noi italiani dopo vent’anni di berlusconismo.

IL COMUNICATO SU FACEBOOK - «Io corro per la presidenza della mia famiglia politica. Propongo di trasformarla dentro e fuori al fine di creare, entro tre mesi, le condizioni per una vasta nuova unione che si indirizzerà a tutti i francesi, senza spirito di parte, al di là di divisioni tradizionali che ora non corrispondono più ad alcuna realtà.» Così Sarko via Facebook ha annunciato il 19 settembre  il suo ritorno in politica. Le primarie del partito avverranno il 29 novembre con un secondo turno, se necessario, previsto per il 6 dicembre.

LA VOGLIA DI TORNARE - Un partito in difficoltà l’UMP, retto attualmente da un triumvirato di ex primi ministri Alain Juppé, Jean-Pierre Raffarin et François Fillon, che stenta a racimolare consensi anche tra i propri elettori che virano sempre più verso il Front National di Marie Le Pen. Il ritorno dell’ex presidente della Repubblica viene quindi accolto con gioia vera o apparente da molti, anche se non mancano gli avvertimenti: Alain Juppé ha già avvertito che Sarkozy dovrà passare dalle “primarie aperte” per le presidenziali 2017 anche in caso di vittoria nella corsa alla presidenza del partito. Da parte sua Sarkozy ribadisce che sarebbe «una forma di abbandono di rimanere uno spettatore della situazione è la Francia, prima della disintegrazione del dibattito politico, e la persistenza di divisioni così ridicole nell’opposizione.»

Nicolas Sarkozy 2012 election campaign

LE DIFFICOLTÀ DELLA FRANCIA - La Francia appunto, un Paese che come mezza Europa sembra aver smarrito la via della crescita economica. Il suo prodotto interno lordo si è attestato su un misero 0,3% nei primi due trimestri del 2014, con un Hollande che ha già problemi di maggioranza all’interno del terzo governo varato in due anni, il secondo a guida Manuel Valls. Quest’ultimo ostenta una forza che non sembra avere.  Lo scandalo del mancato pagamento delle tasse dell’ex sottosegretario al commercio estero Thomas The’venoud sembra essere archiviato ma in parlamento la maggioranza è risicata. La settimana scorsa infatti il governo ha ottenuto all’Assemblée  Nationale la fiducia con 269 voti a favore e 244 contro, con 53 astenuti, molti provenienti dalla maggioranza.

I GUAI GIUDIZIARI E LE PERPLESSITÀ DI CARLA –  La passione è fondamentale nella vita ma a volte non è l’unico interesse per entrare politica per esempio. Monsieur Nicolas è indagato per corruzione attiva e complicità in violazione del segreto istruttorio; secondo l’accusa, l’ex Presidente ha offerto un posto a Monte Carlo ad un giudice per avere accesso ad informazioni riservate sull’inchiesta dei fondi libici per la campagna elettorale del 2007 . Sembra infatti che parte della sua campagna elettorale fu pagata addirittura dal Colonnello Gheddafi, il quale fu ucciso dai ribelli durante la guerra voluta più di tutti in occidente da Sarkozy. Non solo. La magistratura indaga sulle notevoli fatture false (10 milioni) pagate a Bygmalion, società organizzatrice di eventi, durante la campagna presidenziale del 2012. E ancora sondaggisti all’Eliseo assunti senza gara d’appalto e frode finanziaria. Tutte voci, inchieste e nessuna sentenza, vero. Tutti potenziali guai però che hanno spinto anche Carla Bruni, ex premiere dame, a far desistere il marito a rientrare in politica, senza ottenere il successo sperato.

SARKOZY_BERLUSCONI

IL PARALLELISMO CON IL CAVALIERE - Vedendo il CV giudiziario attuale dell’ex presidente francese, il suo ritorno e tutti i commenti che giorno dopo giorno si leggono sui giornali francesi, Italia e Francia sembrano davvero due mondi simili anche se purtroppo non per qualcosa di gratificante.  Sentire frasi del tipo, «C’è stata una strumentalizzazione politica del partito della magistratura nei miei confronti» o «sono un per­se­gui­tato dalla sinistra; la sini­stra mi teme e mi attacca, vio­lando tutte le regole dello Stato di diritto»  è un qualcosa che per anni è capitato anche a noi con Silvio Berlusconi.

Cari francesi, se il buon Sarko avrà un decimo della tenacia del Cavaliere, ne vedrete delle belle, statene certi.

 Domenico Pellitteri

 

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