Sardegna: arte e jazz con Time in Jazz

Time in Jazz 2011, Paolo Fresu foto Massimo Shuster (timeinjazz.it)

OLBIA-TEMPIO/SASSARI – Qualcuno pensa che la Sardegna sia semplicemente un’isola paradisiaca, un orgoglio della Natura, ma senza alcun interesse pulsante per la cultura. Mare cristallino, sole, ottimo cibo, nuraghi, e in alcune zone turismo d’elite: ma la Sardegna non è solo questo.
Anche quest’anno, infatti, a smentire questa convinzione, arriva Time in Jazz, il festival di musica internazionale ormai alla sua XXVI edizione. Con il nome de Il Quinto Elemento, la manifestazione avrà luogo dall’8 al 16 agosto a Berchidda (Provincia Olbia –Tempio) per poi spostarsi a Sassari il 17 e 18 agosto con Time in Sassari. Con la direzione artistica dell’ideatore e fondatore di Time in Jazz, Paolo Fresu, tra i protagonisti si annoverano Joshua Redman, Django Bates, Jaques Morelenbaum, Ludovico Einaudi, Medeski Martin & Wood.

Ma Time in Jazz non è solo musica. Infatti sappiamo che ad organizzare le sue iniziative è il P.A.V. (Progetto Arti Visive) curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu. Il P.A.V. si propone occasione di incontro e riferimento per la cultura artistica nell’Isola, grazie anche alla risonanza internazionale acquisita dal Festival e dall’associazione nel corso degli anni. Arte e jazz con Time in Jazz, quindi, nella splendida Sardegna.

Un’ampia parte del P.A.V., per questa occasione, verrà dedicata alla figura di Maria Lai, artista sarda scomparsa lo scorso aprile: in Arte tra le note, sarà possibile vedere sul palco alcune delle sue opere all’interno delle scenografie, mentre gli spazi del Centro Laber (un centro polifunzionale di produzione per lo spettacolo e le arti visive, musicali e performative nato dalla riconversione di un’imponente e suggestiva struttura industriale dismessa, l’ex-Caseificio la Berchiddese) ospiteranno Maria Lai. Sogni di filo e d’infinito, retrospettiva a cura di Giannella Demuro, che trasporterà lo spettatore, grazie a opere d’arte originali e materiale documentario, all’interno del mondo dell’artista. Dalle imponenti Geografie, ai Libri di stoffa, in cui i fili diventano scritture, parole, fiabe; inoltre verrà proiettata una rassegna video a cura di Francesco Casu, Nelle sue parole il respiro dell’arte, con video documentari e interviste dell’artista, realizzati dallo stesso Francesco Casu, Tonino Casula, Emanuela Cau, Marilisa Piga e Nico di Tarsia.

Non solo questo al Centro Laber, maggior punto di riferimento per altri eventi del P.A.V.: arte visiva, musica, video e performance convivono in Offrimi il cuore, il progetto multimediale di Nero Project/Antonello Fresu. Quale sarà la base ritmica di musicisti, danzatori, artisti visivi e performer che compaiono nelle installazioni video? Il battito del loro cuore, ascoltato in diretta grazie all’ausilio di un ecocardiografo ad ultrasuoni.

Inoltre, ad un anno di distanza dalla presentazione alla scorsa Biennale di Venezia, viene proposto quest’anno, sempre al Centro Laber, il video dell’artista russo Oleg Kulik Vespri della Beata Vergine. After Monteverdi che ricrea la produzione teatrale, di cui Kulik ha curato la scenografia, messa in scena al Théâtre du Châtelet di Parigi nel 2009.

A proposito di video, fulcro di questa produzione, verrà proiettato in loop The order – d’après Cremaster 3 di Matthew Barney, che qui documenta la terza parte della performance in cinque atti Cremaster Cycle, dove Barney stesso è si arrampica per i cinque piani del Museo Guggenheim di New York, sfidando il vuoto, il quinto elemento.
Il tema viene anche ripreso ed esplorato nelle diverse accezioni nella rassegna internazionale video Discorso sull’impossibile – quasi una conferenza con molte immagini, a cura di Valerio Dehò: partecipano Bas Jan Ader, Cyprien Gaillard, Dimitri Gutov, Zang Huan, Wainer Vaccari, Wheredogsrun.  Marco Senaldi invece cura Un dì, felice, eterea, mostra personale di Paolo Meoni, artista che video, fotografia e altre tecniche di acquisizione e manipolazione dell’immagine.

Museo arte ambientale del Monte Limbara (www.timeinjazz.it)

I ventisei anni del Festival Time in Jazz vengono inoltre raccontati dal P.A.V., inoltre, con la mostra fotografica di Pino Ninfa Il suono dell’ombra, e con Affiches, esposizione dei manifesti realizzati nelle ventisei edizioni di Time in Jazz, e infine con Stage/backstage, un’installazione fotografica collettiva.

Se ancora non siete stanchi poi c’è anche Un ‘tocco’ per due, la mostra documentaria multimediale in collaborazione con l’Università degli Studi Milano Bicocca, che illustra la laurea honoris causa conferita dall’ateneo milanese a Paolo Fresu, lo scorso 27 marzo. Alla stessa università viene dedicata infine, per l’affinità di intenti con Time in Jazz, un’altra mostra fotografica allestita al Centro Laber, UniBicocca – ricerca, innovazione, cultura.

Un omaggio al jazz rimane la mostra fotografica itinerante L’Italia del Jazz, con testi critici di Filippo Bianchi, prodotta da Time in Jazz in collaborazione con i-jazz, l’associazione nazionale costituita nel 2008. Non mancheranno poi, come ogni anno, interventi, performance e installazioni con la sezione apposita Lavori in corso.

Non dimenticate inoltre, se siete in zona,  il progetto stabile Semida, il Museo di arte ambientale nato nel meraviglioso scenario del Demanio Forestale del Monte Limbara in collaborazione con il Comune di Berchidda e l’Ente Foreste della Sardegna, in cui sono esposte opere di Clara Bonfiglio, Giovanni Campus, Bruno Petretto, Pinuccio Sciola e Monica Solinas.

Benedetta Rutigliano
@bettyrutigliano

Time in Jazz, Il Quinto Elemento
Berchidda 8-16 agosto
Sassari 17-18 agosto
Biglietti acquistabili anche in prevendita su www.vivaticket.it

Orario mostre: 12,00 – 1,00 orario continuato
Per aggiornamenti e altre informazioni: www.timeinjazz.it
Associazione culturale TIME IN JAZZ via Pietro Casu, 29/a – 07022 Berchidda (OT) / Centro Laber Via Milano 18 07022 Berchidda (OT)

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