Sapori e dissapori: la guerra del fior di latte

Avellino ha ottenuto il nuovo record per la treccia di formaggio più lunga del mondo, ma gli avversari non ci stanno: “Il record è ancora nostro”

di Chantal Cresta

mozzarellaNapoli – La faccenda è seria. Parliamo di mozzarella. Un tempo, Guelfi e Ghibellini si massacravano per il controllo di Firenze. C’erano di mezzo gloria e potere: due ragioni poco onorevoli per guerreggiare ma comprensibili. Oggi i tempi sono cambiati e nella Campania contemporanea i casari di Sala Consilina in provincia di Salerno e quelli di Avellino scendono il campo per un formaggio, la treccia fior di latte.

I FATTI – Lo scorso 13 giugno si è tenuta ad Avellino la kermesse gastronomica “Fuoco Barocco, Piacere di Vino”, organizzata dall’architetto e presidente dell’Ente provinciale al Turismo (Ept), Raffaele Spagnuolo. La rassegna si è distinta per l’assegnazione del nuovo record mondiale di treccia di fior di latte, specialità tipica campana: 106 m di formaggio intrecciato, 16 cm di diametro e 6 ore di lavoro.

Fin qui, tutto bene. La vittoria era ambita ed è stata raggiunta sotto la supervisione di un “Record Adjudicator” del Guinness World Records, recapitato sulle terre irpine direttamente da Londra per garantire la legittimità della competizione e – perché no – gustarne il risultato. Senonchè i casari di Sala Consilina, acerrimi avversari di treccia e detentori dell’ultimo primato, si sono impuntati rifiutando di riconoscere il nuovo record poiché – a loro dire –  i colleghi della provincia limitrofa hanno operato alcune irregolarità nella lavorazione della super mozzarella.

PROCEDURA – In effetti, secondo l’Associazione Salagustando, “bibbia” gastronomica campana, vi sono delle precise regole scritte per la preparazione della treccia da record. Si tratta di formare 3 fili di formaggio lunghi ognuno 50 m. Essi devono essere stesi ed accavallati per formare una treccia dal diametro di almeno 10 cm in un completo unicum”, ovvero un prodotto in cui non vi siano tracce di giunture. Tempo di lavorazione massimo consentito, ivi compreso quello di preparazione del fior di latte, 100 minuti.

In effetti, i salesi sanno quel che dicono avendo detenuto il primato per un quadriennio a partire dal 2006 con 42,80 m di treccia e migliorandolo ogni anno: nel 2007 – 56,50 m. Nel 2008 – 65,50 m e raggiungendo, nel 2009, l’ultimo record riconosciuto di 78,80 m.

POLEMICA – La faccenda, dunque, è scabrosa e il portavoce dei casari salesi, mastro Paventa, non usa mezzi termini: “Noi ci teniamo stretto il nostro record … ed i colleghi avellinesi possono tranquillamente gioire per il loro Guinness”. Un’affermazione che vale una dichiarazione di guerra. Sarà per questo che il sindaco di Sala Concilina, Gaetano Ferrari, con una offerta di pace in una mano e un fior di latte nell’altra, ha proposto una soluzione per dissipare polemiche extraprovinciali: una sfida a singolar tenzone a colpi di sfilatino di cacio. La competizione, suggerisce il sindaco, dovrebbe avere luogo il prossimo settembre sotto il campanile di Sala Consilina e vedere in gara i casari salesi, quelli avellinesi e, già che si siamo, anche quelli del comune di Agerola, gemellato con Sala Consilina e celebre nella zona per la produzione di un fior di latte lavorato in un terzo modo rispetto ai due comuni in lotta. “Ma per non creare dissapori – continua l’avveduto Ferrari – i casari in gara si dovranno confrontare seguendo un regolamento uguale per tutti”.

Sala Consilina
Comune di Sala Consilina

Tutto risolto, dunque? Non proprio. Gli avellinesi, con in bocca il sapore amaro del mancato riconoscimento e il boccone della vaccina di traverso, per il momento rifiutano lo scontro. Spagnuolo è categorico nel sostenere la totale legittimità della premiazione e non lesina critiche al mancato senso sportivo degli avversari: “Ricordo – ha continuato il presidente Ept – che la treccia di fior di latte da guinness è stata realizzata con latte proveniente da allevamenti irpini, un prodotto che trova difficoltà di collocazione sul mercato per il prezzo poco concorrenziale, ma dall’impareggiabile qualità. E’ stato anche questo lo spirito dell’iniziativa: consentire con operazioni di marketing spazio e notorietà ai prodotti locali sui mercati”.

Parole sacrosante, ma si spezzi una lancia in favore del sindaco Ferrari: quale attività di marketing sarebbe meglio di uno torneo medievale di cappa e spada a base di mozzarella?! Magari in costumi d’epoca. Sarebbe un successo.

Foto | via http://upload.wikimedia.org; http://thumbs.dreamstime.com; http://www.sito.regione.campania.it

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8 Risponde a Sapori e dissapori: la guerra del fior di latte

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    Francesco Guarino 18/06/2010 a 15:36

    Bah, i soliti salesi invidiosi che alimentano inutilmente la rivalità Avellino-Salerno… magnatevi ‘sta mozzarella anche alla salute vostra, su! ;-) Cmq nel video c’è anche il mitico VinyL GIANPY, deejay che suona solo successi anni 60/70/80 appartenenti alla sua esclusiva collezione di dischi in vinile… appena posso ci scappa un’intervistona!

    Rispondi
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    Anonimo 18/06/2010 a 16:20

    Articolo scadente e formalmente errato. Se si scrive di Avellino e Salerno non si mette Napoli come intestazione, anche se scrivi da lì.

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    Vale 18/06/2010 a 17:24

    @Anonimo
    Articolo scadente? Io l’ho trovato invece molto carino…e poi scusami Anonimo…ogni redazione ha le proprie regole interne che francamente tu non sai..e non capisco questa necessità di mettere i puntini sulle I…soprattutto evidenziare “l’errore” della città e non i passi del pezzo che a tuo dire è “formalmente errato”.
    Non è che fai parte anche tu della disputa tra “Guelfi” e “Ghibellini” alla ricerca-conferma del guiness perduto?
    O non sarà mica che la mozzarella t’è caduta un po’ pesante???? Non dimentichiamoci che la mozzarella può richiedere una digestione un pò laboriosa….ehehheheeh
    Ciaoooooooo

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  4. avatar
    Chantal Cresta 18/06/2010 a 19:02

    @ Caro Anonimo,
    non è la prima volta che ricevo due righe di commento polemico senza un perchè o un come. Così, per esperienza, so che chi si nasconde dietro un “anonimo” e non chiarisce i motivi del proprio malcontento, difficilmente risponde agli inviti. Tuttavia, io non demordo: spiegami pure cosa non ti garba. Le critiche sono un ottimo modo per approfondire e risolvere i propri “errori” (e parlo dell’articolo, non del capoluogo citato) basta che siano ragionate e quel tanto articolate che basta da essere comprensibili a chi le legge se non a chi le scrive. In caso contrario sono solo osservazioni scadenti.
    Aspetto fiduciosa.

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    Anonimo 18/06/2010 a 20:18

    Perdonami Vale, l’anonima sono io, che nella fretta non mi sono identificata. Non so di che disputa parli, io sono una giornalista, avellinese e amante della mozzarella che non mi è per nulla indigesta. Mi sono indigeste le persone che millantano senza sapere. Conosco benissimo le regole delle redazioni, e so come si scrive un articolo. Qui ci sono errori formali, ripetizioni, e l’errata collocazione geografica che si scopre dopo poche righe del pezzo è un’inesattezza che non farebbe neanche uno studente di terza media. Ma questo naturalmente è solo il mio parere e non una verità assoluta. Comunque se di questo sito non si possono scrivere che lodi, mi asterrò d’ora in poi dal votare, commentare, e far circolare i vostri pezzi.

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    Adriano Ferrarato 19/06/2010 a 02:14

    Manie di protagonismo caro Anonimo? Quando si leggono commenti come il tuo la prima cosa che viene da pensare è che tu lo abbia scritto non tanto per dirci realmente quello che pensi, ma solamente per apparire…..

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    Chantal Cresta 19/06/2010 a 10:45

    Va bene caro o cara anonimo/a di cui ancora non conosciamo il nome, prendo atto dei consigli e dei rimbrotti. D’altronde non si può piacere a tutti. Detto questo, ora tocca a me.
    Dici che non sai di che disputa si tratti eppure commenti l’articolo. Sostieni che millantiamo ciò che non sappiamo ma ancora non offri date, nomi, numeri, luoghi o qualsiasi altra informazione che – a tuo dire – sia corretta rispetto a quello che riportiamo. Libero/a di non degnarmi di attenzione, tuttavia mi consentirai una domanda: sei davvero un/a giornalista? Non posso che darti il beneficio del dubbio…

    Rispondi
  8. avatar
    Fabrizio Giona 19/06/2010 a 11:27

    Cara anonima,
    in questo sito si da voce a tutti i nostri lettori, con commenti e critiche, siano essi positivi o negativi. Però sarebbe opportuno spiegare sempre le ragioni delle proprie osservazioni. Tutto qua. Anche perchè se Chantal ha davvero riportato notizie non corrette, è opportuno, non solo farglielo notare, ma anche riferirgliele per un’eventuale rettifica. Attendiamo.
    E poi è sempre meglio mettere il nome perchè così sappiamo con chi stiamo parlando…attendiamo anche questo.
    un saluto
    Fabrizio

    Rispondi

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