Santoro: lascio Annozero, voglio sperimentare nuovi formati

Polemica dopo l’annuncio dell’addio. Bufera sui compensi. Il giornalista si difende: «Mi sento come Custer assediato dagli indiani»

di Nicola Gilardi

Il logo di "Annozero"

Alla Rai si vede tutto e il contrario di tutto. Si vede anche che un conduttore-giornalista, dopo un anno di ascolti record venga lasciato andare via senza fare troppe storie. “Annozero” ha veleggiato, per l’intera stagione televisiva, oltre il 20%, su una rete, Raidue, che ha una media del 9%. Un valore assoluto, in termini economici, per la Rai.

La trasmissione a giugno chiuderà i battenti, forse per sempre, perché Santoro ha annunciato il suo addio. Intanto nella puntata di ieri, giovedì 20 maggio, il giornalista ha iniziato il suo programma difendendo le sue scelte a spada tratta. Le critiche, infatti, sono state molte sia da parte dei politici, che da parte dei colleghi giornalisti. «Se mi considerate un estraneo all’interno del servizio pubblico, allora arrivederci e grazie. Trenta anni di battaglie non possono essere cancellati e il mio pubblico capirà» ha detto Santoro che ha rincarato:  «Mi sento come il generale Custer assediato dagli indiani».

LA TRATTATIVA – Michele Santoro, comunque, resterà alla Rai. Non sarà più un dipendente diretto, ma un collaboratore esterno, come Vespa per intenderci, e curerà alcune docu-fiction su Raitre. Sui compensi si sono fatte le proteste più vibranti. La buonuscita sarà di intorno ai 2,5 milioni di euro, mentre il contratto di collaborazione sarà di circa 7 milioni di euro. Mancano soltanto le firme, ma il giornalista ha lasciato qualche briciola di speranza: «Volete che rimanga in Rai? Chiedetemelo».

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DIETROLOGIA – Le interpretazioni di questo addio sono state molteplici. Curzio Maltese de La Repubblica ha scritto che Santoro si sarebbe stancato del conflitto costante con Berlusconi, mentre Aldo Grasso del Corriere della Sera ha detto che si sarebbe lasciato trasportare dal profumo del denaro. Il giornalista ha smentito categoricamente queste ipotesi, rivendicando l’intervista a Patrizia D’Addario nonostante «la diffida arrivata 10 minuti prima», e sottolineando l’entità degli introiti guadagnati dalla Rai grazie ad Annozero.

Che ci sia lo zampino di Berlusconi?

Lo zampino di Berlusconi, comunque, non è da escludere. È vero che non è stato varato nessun editto bulgaro come in passato, ma il presidente del Consiglio ha sempre mostrato le proprie lamentele ai vertici Rai. Santoro, per sua stessa ammissione, ha vissuto forti pressioni che, nel tempo, lo hanno logorato. Ai suoi collaboratori più stretti, infatti, avrebbe detto: «Ho evitato tre anni di mobbing».

«Ce l’ha fatta: la politica per mano di Masi, che in questo caso ha vestito i panni del boia, è riuscita a pre-pensionare Santoro» ha commentato Antonio Di Pietro, mentre i consiglieri di amministrazione della Rai hanno cercato di abbassare i toni dicendo: «Annozero era stato già inserito nei palinsesti autunnali, se non andrà in onda la decisione sarà solo di Michele Santoro».

A perderci, di sicuro, sarà l’azienda pubblica, oltre che i telespettatori. La platea di Annozero è cresciuta considerevolmente nel tempo, raggiungendo picchi da record nell’ultimo anno. La Rai è divenuta, purtroppo, il luogo di scontro fra poteri. L’interesse non sembra più essere nei confronti del cittadino, dato che di pubblico servizio si parla, bensì quello di accontentare la politica e i politici.

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3 Risponde a Santoro: lascio Annozero, voglio sperimentare nuovi formati

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    Anonimo 21/05/2010 a 13:16

    Che si nutrano o meno simpatie per Santoro e per le sue idee, ha ragione come “lavoratore”: chi non si sente apprezzato sul lavoro, se può, fa bene ad andarsene. Eppure dalla parole sentite ieri sera, pare che lui in Rai ci voglia rimanere: “anche con un piccolo pezzo della Rai”, ha detto, a conferma mi pare del suo legame con l’azienda. Sui compensi poi credo che nessuno abbia diritto di pronunciarsi: Santoro è un giornalista di livello, giusto che sia pagato. Lo sono, e più di lui, politici che dormono in parlamento, che usano i soldi pubblici per le spese private. E che dire dei compensi per la comparsata in TV dei partecipanti al Grande Fratello o quelli dei presentatori di programmi d’intrattenimento, certo meno edificanti rispetto ad uno di politica ed attualità? Perchè nessuno critica gli stipendi dei calciatori? Perchè nessuno dice loro che si sono venduti per denaro quando lasciano una maglia che dicevano di amare per indossarne un’altra che, immediatamente, sostituisce la prima nel loro cuore? Siamo un branco di ipocriti.

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    pietroancona 21/05/2010 a 16:59

    Una supposizione: Santoro fonda un Partito?

    Credo che l’idea gli sia venuta con l’enorme successo ottenuto al PalaDozza. Grande parte del popolo di sinistra non si riconosce più nel PD, giudica perdente votare per i comunisti cacciati via dal Parlamento, vorrebbe una alternativa concreta a Berlusconi. Un personaggio
    capace di sconfiggerlo in campo aperto e che conosce tutti i meccanismi ed i marchingegni del consenso mediatico. Santoro sente oramai strettissima la rete TV, Anno Zero non gli basta più, credo che lo abbia anche stufato e si vedeva dal modo di condurre la scottante trasmissione di ieri sera sul pedofilismo nella Chiesa Cattolica. Vuole molto di più, scendere in campo come fece nel 94 il Cavaliere. Ha per l’appunto quindici anni in meno di Berlusconi e sembra godere di buona salute.
    Perchè non provare? Grillo ha avuto successo. E’ un predicatore via internet mentre Santoro è un telepredicatore. Entrambi godono di seguiti fidelizzati, di persone disposte a buttarsi sul fuoco per loro.
    Berlusconi ha un seguito di fanatici che, se gli vede commettere un delitto, lo sostiene lo stesso. Quasi lo stesso si può dire di Santoro anche se i suoi sostenitori sono più colti e più dotati di ragione critica. Sebbene esca per la seconda volta dalla Rai con un gruzzolo miliardario in un contesto in cui la gente si uccide prima di morire di fame, i suoi fans non lo abbandonano e anzi ritengono che percepisca poco in confronto a Vespa ed altri. Insomma Santoro gode di una fidelizzazione a prova di qualsiasi evidenza o argomenti. Noto anche che scatena una certa aggressività nei suoi sostenitori non proprio come Berlusconi ma rilevante.
    Se la fine delle ideologia ci porta a questo, mille volte meglio le ideologie ed il pensiero forte. I personaggi, i telepredicatori, i demagoghi di provincia, che invadono la politica e la occupano sono
    manifestazioni di un degrado della politica che prima o poi ci priverà delle residue libertà e della democrazia. Guardavo esterrefatto la conferenza-stampa congiunta tra il Ministro Calderoli, piromane di leggi e della Costituzione, pascolatore di maiali antislamici ed Antonio Di Pietro dal multiforme
    ingegno e dagli interessi molto articolati. Entrambi sostenevano il federalismo demaniale, il prossimo
    sacco delle oligarchie regionali con la svendita e la privatizzazione del patrimonio ambientale, paesaggistico culturale dell’Italia regalata a voracissime bande territoriali. Anche Di Pietro prende voti dell’elettorato democratico e di sinistra, ma non renderà conto a nessuno dei suoi intrighi con Bossi.
    Santoro fa parte da sempre della Oligarchia. Nel periodo di esilio impostogli da Berlusconi fu eletto
    dal PD al Parlamento Europeo, dal quale si è dimesso dopo aver ricevuto anche qui una liquidazione
    succulenta. Ora ha alzato lo sguardo verso un orizzonte più lontano. Perchè non incrociare la spada con Berlusconi contendendogli il controllo dell’Italia?
    Può darsi che le mie supposizioni almanaccate dopo la trasmissione di ieri sera di “AnnoZero” siano prive di fondamento. Me lo auguro. L’Italia non ha bisogno di nuovi Dei nell’Olimpo ma di un rientro alle regole ed alla sostanza della democrazia a cominciare dal ripristino della proporzionale e della elezione dei parlamentari per scelta degli elettori e non delle segreterie dei partiti. Il personalismo patologico al quale approdiamo dopo la involuzione leaderistica dei partiti italiani è il peggio della nostra storia politica.
    Pietro Ancona
    http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
    http://www.spazioamico.it

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  3. avatar
    Nicola Gilardi 21/05/2010 a 17:14

    @ Pietroancona, penso che il seguito che persone come Santoro e Grillo hanno oggi, sia dovuto ad un calo di credibilità della classe dirigente di oggi. Il meccanismo è lo stesso che portò Berlusconi a vincere dopo tangentopoli. Purtroppo gli elettori, non trovano sbocchi politici credibili, questo è il nucleo del problema. Sinceramente non penso ad un nuovo partito, magari ad una partecipazione più assidua con il movimento di Grillo, ma credo e spero nulla di più.
    Grazie per il commento

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