Santoro grida alla libertà d’informazione e pubblica il suo Cud

Per aiutare il ministro Brunetta, nella sua opera moralizzatrice,  il conduttore rende noto il suo reddito del 2009. Nel sito di Annozero, Michele Santoro pubblica, inoltre, anche la trascrizione integrale dell’anteprima al programma andato in onda il 23 settembre

di Sabina Sestu

Michele Santoro

ROMA - Michele Santoro, per far capire tutta la sua frustrazione, usa una metafora presa dal mondo dell’economia. Si immedesima in un disegnatore di bicchieri che fa guadagnare all’azienda 14 milioni di euro di utile. Un designer di qualità e rinomato che però perde il contratto con il suo maggior cliente solo per una questione di antipatia. Non di mancato guadagno, non di critica verso il prodotto che piace ai consumatori finali, ma solo perché non è gradito al dirigente d’azienda. La parabola è indirizzata a Mauro Masi, il direttore generale della Rai, che ha cercato di non rinnovare il contratto al conduttore di Annozero.

«Avevamo detto che tornavamo il 23 settembre e siamo tornati il 23 settembre. Un po’ ammaccati ma eccoci qua – ha dichiarato Santoro durante l’anteprima del programma – perché siamo tornati anche senza spot? Perché il più grande spot che noi possiamo avere siete voi, il pubblico che ha fatto impazzire la Rete con il suo passaparola. Anche perché noi rappresentiamo quel pezzo di opinione pubblica che in Italia pensa che l’uguaglianza, la dignità del lavoro, la libertà, la diversità delle idee, siano troppo spesso calpestate». Un chiaro accenno alla circolare inviata dal dg Masi ai direttori delle tre reti Rai e al mancato rinnovo dei contratti di Vauro e Travaglio. Santoro non risparmia le critiche neanche al presidente del consiglio,  Silvio Berlusconi, il quale secondo il conduttore, non sopporta chi  gli sta «in piedi davanti com’è successo un po’ a Fini». E così come il Cavaliere non sopporta chi gli rema contro nel governo allo stesso modo detesta chi parla male di lui e delle sue politiche nel mondo dell’informazione.

Quella di Santoro è una guerra dichiarata contro l’imbavagliamento della libertà di espressione dei media. Nel suo monologo si rivolge a quelle persone del pubblico che «sono i più accaniti fans del presidente del Consiglio», con il dichiarato intento di  dimostrare che  è fondamentale per una democrazia la voce contro. Visto che una larga parte di telespettatori di destra, anche del Pdl, segue la sua trasmissione, fosse anche solo per criticarla aspramente, non si capisce come possa essere possibile che si rinunci «ai bicchieri, si metta su la liquidazione e mi si chiede di andare via – ha dichiarato Santoro provocatoriamente, rivolgendosi a Masi – poi decide di mandare in onda il programma ma senza troupe, senza pubblicità e senza i contratti di Vauro e Travaglio». Ma ciò che ha fatto letteralmente infuriare il dg di Viale Mazzini è l’asserzione finale di Santoro «come Fantozzi, vado dal megadirettore generale e lui mi chiede il controllo di qualità. Se viene un direttore e vi dice: ogni bicchiere deve avere un marchio di libertà ex ante, voi che rispondete: ma “vaffa…nbicchiere».

La replica inferocita di Masi non si è fatta attendere. «È molto grave che Santoro nella sua spasmodica e anche un po’ ridicola ricerca della provocazione fine a se stessa rivolga al capo azienda frasi inaccettabili, bugiarde e mistificanti», ha dichiarato il direttore generale. Le parole che gli ha diretto il conduttore di Annozero avranno conseguenze gravi che verranno discusse nel Consiglio di Amministrazione della Rai al più presto, ha promesso il dg. Dura anche la replica dei capigruppo del Pdl di Senato e Camera, Maurizio Gasparri  e Fabrizio Cicchitto, secondo i quali lo showman, durante la trasmissione, ha messo in atto un processo contro il presidente del consiglio, senza appello e senza possibilità alcuna di contradditorio. Il presentatore non ha invitato nessun esponente del Pdl e anche l’ospite leghista non è stato messo in condizioni di poter replicare perché continuamente interrotto.

Il CUD di Michele Santoro

Le provocazioni di Michele Santoro al governo non si limitano alla sola trasmissione andata in onda giovedì 23 settembre. Pochi giorni dopo la messa in onda del programma, infatti, il conduttore ha pubblicato sul sito di Annozero la sua dichiarazione dei redditi del 2009 con una “lettera” indirizzata al ministro della Funzione Pubblica. «Caro ministro, questa è la copia del mio CUD 2010, dal quale risultano un reddito lordo di 662 mila euro e tasse e contributi per la metà – ha scritto lo showman a Renato Brunetta – aspetto che Lei  coroni la sua battaglia moralizzatrice, ottenendo la pubblicazione di quanto abbiano effettivamente percepito lo scorso anno, i principali dirigenti, conduttori e collaboratori dell’Azienda».

Chissà se altri seguiranno il suo esempio. Sul sito di Gennaro Carotenuto, il giornalista fa i conti in tasca a diversi rappresentanti del mondo dello spettacolo e dell’informazione. Fa riflettere il fatto che Michele Santoro guadagni un terzo dello stipendio di Antonella Clerici.

Foto | via www.annozero.rai.ithttp://media.panorama.it

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2 Risponde a Santoro grida alla libertà d’informazione e pubblica il suo Cud

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    Anonimo 01/10/2010 a 08:49

    SONO QUESTE LE “BATTAGLIE” DELL’ODIO PERSONALE DI SANTORO E COMPANY CHE FOMENTANO VIOLENZA E FANNO AUMENTARE L’ASCOLTO .SI TRATTA SOLO DI PROPAGANDA POLITICA POCO ELEGANTE…SI POTREBBE FARE DI MEGLIO SE SI EVITASSE IL SOLITO ANTIBERLUSCONISMO CHE CI HA STANCATI….COMUNQUE HO VISTO SANTORO MOLTO MOLTO INVECCHIATO…L’ODIO LOGORA IL CONFRONTO LEALE
    RILASSA.

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    SabinaS 01/10/2010 a 18:46

    Caro Anonimo, Santoro è un giornalista, uno showman che parla in una televisione pubblica e fa quello che fanno tutti i presentatori televisivi in tutto il mondo “libero”: fa spettacolo! Parla a un pubblico dicendo il suo punto di vista, si può essere d’accordo o meno, lo si può condividere o meno, ma non decide le sorti di un paese. L’odio che trasmettono i politici è molto più pericoloso e deleterio in Italia, perché sono loro a decidere le politiche da attuare e da queste dipendono i nostri destini come comunità. E’ molto peggio quando Berlusconi da la colpa ai comunisti per tutte le cose che lui stesso non riesce a fare. O Bossi affermare che i romani sono tutti porci. O Di Pietro che afferma che Berlusconi è deleterio per la democrazia, come se fosse l’anticristo. O Bersani………. In tutto il mondo della politica italiana non si fa altro che fomentare odio e istigare la violenza, non fosse altro che verbale, senza distinzione di colore politico. Questa è la vera tristezza!!!!

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