Sanità: quella privata costa meno di quella pubblica

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Roberto Formigoni (biografieonline.it)

Una volta le cliniche private erano soltanto per quei pochi fortunati che si potevano permettere di spendere di più. Adesso in Italia non è più così. Tra il 2008 e il 2012, infatti, la spesa degli italiani per ticket sui farmaci è aumentata del 117,3%. Nell’ultimo anno si è addirittura toccata la quota 1,4 miliardi. I dati provengono direttamente dal rapporto ”Rapporto sulla situazione sociale nel paese – 2013” del Censis. Quello che ne esce è un quadro sconcertante del paese. Più di un intervistato su quattro – il 27% – ha dichiarato che gli è capito di pagare un ticket su una prestazione sanitaria più caro rispetto a quanto avrebbe speso per una prestazione nel settore privato. E non è un caso, infatti, che sempre dal 2008 al 2012 la spesa privata è cresciuta del 12,3% mentre la quota di spesa coperta dal Servizio Sanitario Nazionale è diminuita di quasi cinque punti percentuali. Nel 2008 era pari al 65,9% mentre nel 2012 è scesa al 61%.

GLI EFFETTI DELLA SPENDING REVIEW – Purtroppo, non è una novità il periodo di crisi della sanità pubblica italiana. Nel febbraio scorso l’Adnkronos Salute, infatti, aveva documentato gli effetti della spendine review in questo settore. Inutile dire che i risultati di questa indagine furono incredibili. Taglio dell’acqua per i ricoverati, somministrazione di farmaci con il contagocce, carenza di protesi, di garze e aghi.

CORRUZIONE – Come se non bastasse, la sanità pubblica deve anche affrontare il problema della corruzione. Secondo l’Istituto per la promozione dell’etica in sanità (Ispe), infatti, i fenomeni di corruzione nella sanità in Italia hanno un impatto pari a 10 miliardi di euro all’anno. In Lombardia, per esempio, sono quindici le persone indagate per appalti pilotati nella sanità della regione. Fra questi vi è anche l’ex assessore Guido Boscagli, cognato di Roberto Formigoni.

Giacomo Cangi

foto: biografieonline.it; vnews24.it

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