San Valentino con una vegana, istruzioni per l’uso

San Valentino con una vegana, istruzioni per l'uso (fonte: greatfunda.files.wordpress.com)

San Valentino con una vegana, istruzioni per l’uso (fonte: greatfunda.files.wordpress.com)

L’hai vista lì sola, seduta al tavolino del bar mentre sorseggiava un cappuccino e ti è sembrata bellissima. Ti sei avvicinato, timido e gentile, e avete iniziato un’impacciata conversazione che ha portato ad una, poi a due, poi a tre uscite deliziose. La voglia di vederla e di stupirla per conquistarla definitivamente cresce a dismisura ma è proprio in questo momento, con l’avvicinarsi del San Valentino e il tuo perfetto “piano d’attacco”, che lei ti fa un’inaspettata rivelazione: è vegana.

Tutti i tuoi piani, i cioccolatini comprati, la prenotazione nel miglior ristorante di pesce della città e quel piccolo porta oggetti in pura pelle che avevi adocchiato in vetrina, devono essere cestinati velocemente e la ricerca deve cominciare da capo. Ma come?

CENA DI SAN VALENTINO - Partiamo con la cena. Il ristorante è la scelta più facile perché sarà il cuoco a fare tutto, giusto o sbagliato, al posto vostro. Se volete mostrarvi altruisti potete scegliere un ristorante vegetariano/vegano così da dare alla vostra lei la possibilità di scegliere le pietanze desiderate. In caso contrario, potere scegliere un locale a voi noto, chiedendo anticipatamente al ristoratore se il menù di San Valentino preveda un’alternativa vegetale. Il rischio che lo chef sbagli, proponendo almeno una portata a base di formaggio, esiste ma in quel caso potrete intavolare un’arguta discussione affermando come sia assurdo, al giorno d’oggi, non prevedere almeno un’alternativa vegana. Se sposate la causa, vi adorerà.
La cena a casa risulta invece essere molto rischiosa. Se non siete cuochi provetti, in grado di miscelare zenzero, curcuma e tofu con la precisione di un chimico, l’unica strada percorribile è quella della semplicità (se il vostro piatto forte non è la carbonara, s’intende). L’errore però è pronto ad attendervi dietro l’angolo, soprattutto se avete fatto la spesa senza badare alla stagionalità di frutta e verdura: guai a proporre le classiche fragole affogate nel cioccolato; non sapete che le prime raccolte avvengono ad Aprile?

Per cena puntate sulla semplicità (fonte: girlpower.it)

Per cena puntate sulla semplicità (fonte: girlpower.it)

IL REGALO DI SAN VALENTINO - La parte “regalo di San Valentino” non è meno difficoltosa della cena.
Fate attenzione ai cioccolatini. La maggior parte delle confezioni di San Valentino offrono praline con cioccolato al latte, confezionate con del burro e, nelle marche più scadenti, con l’odiato olio di palma. Potreste provare con dei cioccolatini fondenti, o meglio ancora, con del cioccolato raw, arrampicandovi sugli scaffali dei supermercati tradizionali o entrando nel mondo, finora sconosciuto, dei negozi biologici.
Il regalo materiale richiede una ricerca ancor più attenta perché tutti gli oggetti che abitano la borsa di una donna (dai porta oggetti, alle trousse, ai miniportafogli, reperibili in ogni negozio della città), devono essere di materiale  rigorosamente cruelty-free. Quindi vietata la pelle, l’ecopelle (a meno che non sia un nome improprio per definire la ‘finta pelle’), il cuoio e se pensavate di poter tirare un sospiro di sollievo con la lana cotta.. No, scordatevela.
Per gli indumenti vale stesso discorso, quindi la scelta più facile, e un po meno dispendiosa, potrebbe essere una sciarpa o un accessorio confezionato con del semplice cotone. Non fate gli splendidi con la seta, anche quella è vietata.
I fiori sono un grande classico quindi, a costo di sembrare banali, potete cavarvela in maniera decisamente più semplice. D’altronde se estirpa la verdura dal suolo per mangiarsela, non avrà problemi per un gambo di rosa tagliato, no? Nel 99% dei casi, no.

REGALI VEGANI? - Evitate regali scontati che le ricordino di essere vegana. Lei lo sa, il problema è degli altri. A meno che non abbia intrapreso questa strada da poco tempo, sarà già piena di ricettari vegani, stemmi, spillette e gadget regalati da famigliari scioccati da questa rivelazione. Come se una vegana leggesse solo più libri di cucina e non, per dire, romanzi. Ecco, un libro è sempre una scelta adatta (meglio se non ambientato in un mattatoio, però).

Evitate frasi tipo "ormai è di moda essere vegani" (fonte: girlpower.it)

Evitate frasi tipo “ormai è di moda essere vegani” (fonte: girlpower.it)

NO AI LUOGHI COMUNI - Scelta la cena, scelto il regalo, fate attenzione alla conversazione.
D’accordo la curiosità, ma evitate di parlare di “moda del veganesimo” (altrimenti rischierete di ricevere una cucchiaiata di zuppa di shiitake e daikon.. poche calorie, ma tante ustioni) e di interrogarla con domande superficiali come “ma quindi cosa mangi? ma senza la carne come fai a stare in piedi?”. Vi etichetterà come superficiale, e anche un po’ ignorante.

Conclusa la serata di San Valentino, tra corse e ricerche per sbagliare il meno possibile, dopo aver imparato termini nuovi come agar-agar e quinoa, vi renderete conto che la serata non è stata così tragica e che, tutto sommato, quelle crostate con la “crema pasticcera” giallo curcuma non sono poi così cattive.
E dopo tutta quella fatica, penserete a com’era carina e semplice quel giorno al bar. D’altronde come potevate sapere che il cappuccino che sorseggiava era al latte di soia e la brioche era un croissant di farro ripieno di crema vegana alle nocciole?

Alessia Telesca

foto: greatfunda.files.wordpress.com; girlpower.it

 

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