Samsung si aggiudica il secondo round della guerra dei brevetti

Tablet Apple e Samsung a confronto

Quando la Apple decise di intraprendere una lunga crociata giudiziaria contro i rivali coreani della Samsung, sapeva benissimo che si sarebbe trattato di un conflitto lungo e logorante. Probabilmente però, non avrebbe mai immaginato che, dopo un primo round nettamente aggiudicato e con i favori dei pronostici tutti dalla propria parte, la partita potesse essere rimessa così rapidamente in discussione.

Venerdì 31 agosto, la Corte distrettuale di Tokyo ha di fatto sentenziato che le tecnologie utilizzate per gli smartphone Galaxy e i tablet di Samsung, non costituiscono una violazione dei brevetti alla base di iPhone e iPad. In altre parole Tamotsu Shoji, giudice a capo del collegio di Tokyo, ha respinto le accuse sollevate dalla Apple su presunte violazioni della proprietà intellettuale, così come la conseguente richiesta di risarcimento di 100 milioni di yen (poco più di un milione di euro).

Si può dunque parlare di un pareggio? Non proprio. Infatti il contenzioso sollevato dal gruppo di Cupertino, in Giappone, contro la Samsung, ha in oggetto la violazione di un solo brevetto, quello del software del server che sovrintende alla sincronizzazione di dati e musica tra cellulare e computer. Nulla in confronto agli 1,05 miliardi di dollari, stabiliti dal Tribunale americano di San José, come risarcimento per la violazione di ben sei brevetti da parte del colosso coreano ai danni della Apple.

Tuttavia, la decisione inaspettata della Corte di Tokyo potrebbe indurre il gruppo guidato da Tim Cook a ripensare la propria strategia, improntata all’avvio di una nuova offensiva a suon di cause legali, anche in Giappone. Intanto, la sentenza giapponese ha fatto immediatamente registrate un netto rialzo (1,5%) dei titoli Samsung alla Borsa di Seoul, e convinto ancor di più il colosso coreano a perseguire Apple, qualora dovesse arrivare sul mercato un apparecchio equipaggiato con Lte, la tecnologia mobile 4G di ultima generazione su cui i coreani vantano diversi brevetti. Nel mirino di Samsung ci sarebbe niente meno che il nuovo iPhone di Apple, in uscita il 12 settembre e a cui il gruppo di Cupertino ha replicato, prontamente, annunciando nuovi ricorsi contro altri due dispositivi della società coreana: il Galaxy SIII e il Galaxy Note.

Mentre Apple e Samsung proseguono nel loro braccio di ferro, il gruppo di Cupertino sembra aver avviato una delicata operazione di mediazione con Google, da tutti considerato il vero obiettivo di questa crociata giudiziaria. Non è un mistero infatti, che dietro la guerra dei brevetti, ci sia l’ombra di un’altra battaglia, ossia quella tra la stessa Apple e il gruppo di Mountain View, ideatore e proprietario del sistema operativo mobile Android. Apple e Google, infatti, detengono il controllo dei sistemi operativi per cellulari, un business che è valso oltre 200 miliardi di dollari nel 2012. I due Ceo, Tim Cook e Larry Page, stando a quanto riportato da Reuters, avrebbero affrontato diversi temi nel corso del loro incontro, tra cui quello alquanto spinoso legato alla proprietà intellettuale. In attesa di nuovi incontri, la strategia di Google sembra proiettata alla ricerca di una tregua riguardo le funzioni base di Android. Larry Page è consapevole di come il destino di

Tim Cook e Larry Page

Android sia inscindibilmente legato alle sorti della Samsung, i cui cellulari montano in ampia maggioranza il sistema operativo mobile di Mountain View. Ecco perché il rischio di un eventuale conferma in appello della sentenza del tribunale californiano di San José, seguita da altri casi analoghi anche nelle giurisdizioni oltreoceano, potrebbero indurre la Samsung a rilanciare una vasta collaborazione con Microsoft, equipaggiando i propri smartphone con il sistema operativo Windows Mobile. Un vero e  proprio incubo per la società di Larry Page, che stando alle ultime voci, avrebbe visto perfino sfumare l’accordo con Amazon, per la dotazione di mappe Google nel nuovo tablet Kindle Fire.

Non resta perciò che attendere il 20 settembre, giorno in cui è fissato un nuovo round della battaglia dei brevetti: si darà vita all’appello in cui si deciderà sull’eventuale blocco relativo alla vendita di alcuni smartphone Samsung negli Stati Uniti. Una sentenza che potrebbe gettare le basi per un tentativo di ridefinizione della disciplina in materia di proprietà intellettuale (in particolare nel mondo dell’hi-tech), volto alla ricerca di un sottile equilibrio tra gli incentivi per chi innova e le libertà garantite a chi vuole comprare.

Daniele Gunnella

Foto || cdn.mactrast.com; notebookitalia.it; cdn.blogosfere.it

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