Salviamo l’Associazione Peter Pan e le sue Stelle

Qualche settimana fa è successo un fatto alquanto insolito per la morale comune e alquanto denigrante per quella politico-amministrativa. Era l’8 febbraio e una Onlus si è vista recapitare una lettera di sfratto da parte dell’IRAI (Istituti Raggruppati Assistenza Infanzia), un ente assistenziale dipendente dalla Regione Lazio. La Onlus in questione era l’Associazione Peter Pan. La Peter Pan, per chi non la conoscesse, è un’associazione nata il 16 novembre 1994 per volontà di un piccolo gruppo di genitori e parenti di bambini malati di cancro con il desiderio di mettere a disposizione la loro esperienza e il loro supporto per affrontare il lungo percorso delle terapie. Altro obiettivo della Peter Pan era di «(…) realizzare una casa di accoglienza per i bambini non residenti a Roma, in cura presso, l’Ospedale ‘Bambino Gesù’, e le loro famiglie».

Nel ’97 l’associazione ha assunto in locazione un edificio di proprietà dell’ IRAI per realizzare la casa di accoglienza. Da quel momento è iniziata la collaborazione tra l’ente regionale e la Onlus, la quale nel tempo ha ristrutturato a sue spese l’edificio, anche se metà della somma anticipata è stata gradualmente detratta dal canone di locazione. Nel giugno 2000 è stata inaugurata la “Casa di Peter Pan”, nel giugno 2004 è nata la “Seconda Stella” e nel novembre 2007 si  è aggiunta la “Stellina”. A riconoscimento dell’impegno dedicato all’assistenza dei minori, il 7 aprile 2004 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito all’Associazione la “Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica”. Per rispondere alle sempre più numerose richieste di ospitalità nel novembre del 2011 la Seconda Stella è stata trasferita in una struttura più grande adiacente alle altre due formando così un unico polo di accoglienza:”La Grande Casa di Peter Pan”. Il contratto con l’ente ha continuato, comunque, ad essere rispettato.

L’anno scorso, però, è scaduto e l’IRAI ha richiesto un adeguamento agli attuali canoni di mercato. L’accordo precedente prevedeva un canone di locazione di 3000 euro mensili fino al gennaio del 2012. A contratto scaduto la Peter Pan ha pagato per tutto il 2012 il doppio del prezzo: 6000 euro ma l’attuale canone, invece, prevede un contributo variante dai 25 ai 30.000 euro mensili. Il presidente dell’IRAI ha così inviato una lettera alla Peter Pan in cui affermava che «la modestissima entrata fino ad ora percepita non può essere giustificata dall’amministrazione vigilante, che è la Regione Lazio», e così si chiedeva all’Associazione «di liberare l’edificio (…) entro e non oltre i dieci giorni» dall’invio della citata.

Così la Grande Casa, frutto di lavori e sacrifici di tanti volontari e professionisti, che nel corso degli anni hanno collaborato a una nobile causa come quella dell’Associazione, ha iniziato a tremare. La Peter Pan ha spiegato che malgrado la crisi ha continuato a versare il regolare canone dei 6000 euro mensili: non pochi per un’associazione che nasce come una ONLUS, che letteralmente significa “organizzazione non lucrativa di utilità sociale”. Inoltre, ha ribadito l’associazione, che «faceva parte integrante del contratto, un protocollo d’intesa tra i due contraenti, che impegnava l’Ente (…) a promuovere iniziative che potessero in qualche modo compensare il canone di locazione. Questo protocollo è sempre stato inatteso». È ben noto che, dal 2000 ad oggi, sono state circa 600 le famiglie che la Peter Pan ha ospitato nelle sue strutture: famiglie non solo italiane, ma anche provenienti da diversi Paesi del mondo. L’utilità sociale dell’Associazione è evidente anche da un punto di vista concreto. Oltre a ridurre le giornate di ricovero,  le Case di Peter Pan abbattono le lunghe liste d’attesa e ciò rappresenta anche un risparmio considerevole per il sistema sanitario, se si confronta il costo medio di un ricovero con quello di un day hospital.

Chiudendo l’edificio, l’IRAI priverà centinaia di altre famiglie di un’assistenza gratuita, in un ambiente confortevole e radioso, all’ombra del Gianicolo romano, dove la frenesia romana è vicina solo per quanto concerne la distanza: la struttura, infatti, è a Via San Francesco di Sales, dietro al carcere di Regina Coeli, a due passi dal Centro Storico e dalla zona di Trastevere. Sembra strano ma nei dintorni della casa non si sente per niente il rumore del traffico e del caos urbano. Le famiglie vivono in comunità condividendo, insieme a chi lavora nella struttura, lacrime, sorrisi e, soprattutto, tanta speranza nei cuori per i piccoli pazienti, i quali godono di cure e spazi per giocare sereni.

All’arrivo della notizia l’opinione pubblica non si è fatta attendere ed è accorsa in difesa dell’associazione. Alla conferenza stampa tenuta dall’associazione, è intervenuto in difesa della Peter Pan anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Così durante l’incontro di lunedì 11 febbraio 2013 tra il presidente dell’ente IRAI, Roberto Crescenzi, il direttore della Direzione Regionale Politiche Sociali e Famiglia, Dott. Raniero De Filippis, e il direttore di Peter Pan onlus Gian Paolo Montini è stato stabilito che, per intraprendere la strada del comodato d’uso gratuito dello stabile di Via Francesco Sales, occorre appellarsi alla Legge regionale n. 27 del 28.12.2006 art. 23 , che riconosce ufficialmente le strutture che favoriscono la deospedalizzazione dei bambini oncologici. Bisognerà attendere l’insediamento di una nuova giunta regionale, incaricata di concedere o meno ai piccoli ed alle loro famiglie di tornare a vivere serenamente nella struttura. «Nel frattempo Peter Pan onlus continuerà a fare il massimo sforzo – ha dichiarato il direttore Gian Paolo Montini – per sostenere con le proprie forze l’onere dell’indennità di occupazione versata regolarmente finora, per non essere in mora, come d’altronde l’associazione non è stata mai».

Come spesso succede nell’informazione, la notizia è ora avvolta nel buio dell’attesa. L’opinione pubblica però non deve dimenticare la battaglia che quest’associazione sta combattendo per poter permettere ad alcune famiglie di poter seguire un cammino semplice e naturale. Qual è la loro strada? Semplice! «Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino».

Francesco Fario

Foto: roma.corriere.it; romacapitalenews.com; liquida.it

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