Salta la gita scolastica per Kung-Fu Panda: sostiene la teoria gender

mario adinolfi kun fu panda wikipedia.org

Mario Adinolfi (Wikipedia.org)

Perugia – Doveva essere una gita scolastica, è diventata una questione politica sulla teoria gender. Accade nella scuola materna Alfabetagamma di Perugia.

IL FILM DELLA DISCORDIA -Racconta Repubblica.it: una scolaresca umbra si stava preparando per una gita al cinema il prossimo lunedì. Il film in questione è l’ultimo lavoro della DreamsWorks, Kung-Fu Panda, pellicola d’animazione molto gradita ai più piccoli.

Nel film, il protagonista si deve destreggiare tra due padri, biologico e adottivo. Un tema che Mario Adinolfi, direttore del giornale La Croce e candidato sindaco di Roma per il Partito della Famiglia, aveva considerato inappropriato definendo il personaggio di Panda Po e la pellicola una forma di «lavaggio del cervello» per i bambini.

Alcuni genitori della scolaresca hanno condiviso l’opinione del giornalista, affermando che il film sosteneva la teoria gender, neologismo non del tutto chiaro secondo il quale alcune scuole vorrebbero adottare metodi educativi finalizzati a ridefinire la famiglia e i rapporti familiari in termini più elastici e gay-friendly.

GENITORI VS GENITORI – Da qui alla polemica il passo è stato breve: i genitori seccati per la scelta della scuola si sono messi di traverso e hanno rifiutato di concedere il permesso ai figli. Mancando l’assenso di alcuni, tutta la scolaresca rischiava di perdere la visione del film essendo necessaria la totalità dei permessi.

A questo punto sono scesi in campo gli insegnanti i quali, nel tentativo di trovare una soluzione, hanno proposto la visione di un altro film, offerta però bocciata dall’altra parte dei genitori i quali desideravano che i bambini assistessero alla visione di Kung-Fu Panda. Risultato: nell’impossibilità di mettere d’accordo tutti, la scuola ha annullato la gita. Niente cinema. Mica finita.

KUNG-FU PANDA E LA GIANNINI – L’eco della vicenda è arrivato alle orecchie del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini la quale si è sentita in dovere di esprimere il proprio punto di vista sullo scontro tra genitori intorno alla cosiddetta teoria gender. Riporta Ansa.it: «non esiste un tema gender nella scuola e nel dibattito educativo», ha esternato il ministro Giannini, «il tema gender così come è stato discusso nel nostro paese, è una truffa culturale».

«Esiste – continua il ministro – una sensibilità alle pari opportunità e alla lotta alle discriminazioni che noi stiamo, credo con convinzione e come dovere culturale, cercando di portare avanti».

Rimane da capire se ai bambini rimasti senza gita scolastica e senza cartoni animati importi qualcosa delle baruffe politiche degli adulti.

Chantal Cresta

Foto || wikipedia.org; radioluna.it

 

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