Salman, l’operaio curdo di Novara morto in Iraq per fermare l’Isis

Lavorava a Novara come operaio, ma l'avanzata dell'Isis in Kurdistan ha convinto Salman a tornare nella sua terra per combattere i jihadisti

salmanSalman, dalla vita quotidiana di un operaio novarese di ventisette anni alla lotta in prima linea contro l’Isis. Arrivato in Italia come rifugiato politico, in Piemonte il giovane curdo di nazionalità turca si era felicemente stabilito. Lavoro, amici, famiglia, una vita stabile tra Milano e Trecate, in provincia di Novara, insieme ai suoi cinque fratelli. Finché, circa un anno fa, Salman ha sentito il richiamo del Kurdistan, della sua terra, stretta nella morsa dello Stato Islamico e ha deciso di partire per contribuire alla difesa del suo popolo.

UNA SCELTA OBBLIGATA
 – Chi lo conosceva bene racconta che, con l’avanzata dell’Isis verso il Kurdistan, Salman aveva smesso di coltivare ogni altro interesse per dedicarsi interamente alla causa curda. Figlio di una famiglia vicina al Pkk, che proprio per questo era dovuta fuggire dalla Turchia, nel gennaio 2014 ha raggiunto Kandil, una zona montuosa dell’Iraq dove il partito dei Lavoratori curdo ha una delle sue basi, si è addestrato, per poi spostarsi al fronte tra Iraq e Siria.

RITORNO IN KURDISTAN - Prima di partire, ha deciso di lasciare una breve lettera per spiegare pubblicamente quel sentimento che lo ha spinto ad una scelta così radicale. «Nessuno mi ha obbligato – scriveva il giovane curdo – vado a combattere contro l’Isis perché la mia famiglia possa scrivere nella loro lingua». Poche parole, come quelle usate per spiegare le sue motivazioni ai genitori e di Salman per oltre un anno non si è saputo più niente. Fino al 27 gennaio scorso, quando i familiari hanno ricevuto la notizia della sua morte, freddato da un cecchino dell’Isis nei pressi di Shingal, in Iraq.

FUNERALE DIFFICILE – Tuttavia, racconta il fratello Sahin, il rientro della salma in Turchia ha rappresentato l’ennesima fase complicata, tanto che la famiglia ha dovuto litigare con il sindaco di Pazarcik, città natale di Salman, per poter celebrare pubblicamente il funerale. L’ennesima dimostrazione di come sia difficile per i curdi rivendicare la loro identità in Turchia, anche a fronte di un atto eroico come quello di Salman.

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: lacittanuova.milano.corriere.it

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Una risposta a Salman, l’operaio curdo di Novara morto in Iraq per fermare l’Isis

  1. avatar
    Roberto Orsi 01/03/2015 a 08:23

    I foreign fghters sono penalmente perseguibili a norma di legge.

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