Salerno, caos alla processione di San Matteo: la rivolta dei portatori

Salerno in imbarazzo per il caos alla processione di San Matteo. Show surreale: attori protagonisti Vincenzo De Luca, la Curia e i portatori

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L’uscita della statua di San Matteo dalla Cattedrale di Salerno (Twitter @mirkopallera)

SALERNO - Lo scisma si è consumato non sui contenuti, non sulla fossilizzazione delle posizioni cattoliche, ma sul percorso del percorso della processione di San Matteo. A Salerno uno scontro surreale tra arcivescovo, sindaco e portatori ha infiammato la giornata dedicata alle celebrazioni religiose del patrono della città, caratterizzate come sempre dalla processione con la statua di San Matteo portata in spalla per le strade della città. Ma le differenti indicazioni della Curia per quest’anno, dopo gli “inchini” proibiti davanti alle case di esponenti della malavita o personaggi di dubbia moralità in altri paesi d’Italia, hanno fatto scatenare la rabbia dei cittadini e dei portatori.

DE LUCA CONTRO IL PARROCO - Uno scontro che dura da anni. A colpi di frecciatine, tensioni e parole non dette ma solo sussurrate. La prima rottura quando il vescovo nega il saluto della processione di San Matteo nell’atrio del Comune. Il sindaco Vincenzo De Luca, sempre in prima fila alla processione da 20 anni a questa parte, mastica amaro e stralcia dal programma religioso la parte civile, quella dei fuochi pirotecnici a spese del Comune. Nella mattinata di ieri il via alle danze: il sindaco non trova il posto d’onore riservato in cattedrale all’inizio delle celebrazioni religiose ed innesca un battibecco con il parroco Don Antonio Quaranta, sedato solo dall’intervento del prefetto Pantalone.

I PORTATOTI CONTRO L’ARCIVESCOVO - La rottura si estende nel pomeriggio nel pomeriggio, e si trasforma in polemica tra i portatori e l’arcivescovo Luigi Moretti: le statue non vengono adornate in chiesa ma nel cortile. La processione, per protesta dei portatori, parte con un quarto d’ora di ritardo e il sindaco non è al seguito della statua. Nelle strade di Salerno, infine, la processione di San Matteo diventa farsa moderna: una camminata anarchica tra fischi ed improperi al vescovo ed applausi ai portatori.

LO SCONTRO LUNGO IL PERCORSO - La Curia impone un percorso senza deviazioni, “girate” (rotazioni della statua in direzione di edifici o luoghi simbolo) o inchini, e i portatori non ci stanno. Aizzano la folla e, di fatto, ripristinano volontariamente il vecchio percorso, che comprende un passaggio con girata davanti alla caserma della Guardia di Finanza e un “saluto” al mare per la benedizione ai pescatori. Nulla di camorristico, nulla di ambiguo: ma la tradizione – contro la rigida imposizione calata dall’alto dalla Curia di Salerno – viene imposta in piazza a suon di urla e celodurismi. Lo scontro si consuma sotto gli occhi della gente, senza risparmiare scene madri. Come il momento in cui la processione si ferma all’altezza del palazzo della Provincia ed il capo-paranza chiede che le statue vengano poggiate a terra, in gesto di protesta plateale. È a quel punto che il prefetto abbandona il corteo e la città si schiera tutta dalla parte dei portatori.

VINCE DE LUCA - Urla e ululati contro le preghiere del vescovo, applausi scroscianti quando la statua di San Matteo, prima di rientrare in Duomo, non solo si ferma ma addirittura entra all’interno del Comune, lasciato appositamente aperto dal sindaco De Luca a sancire lo strappo definitivo con la Curia. Il saluto finale di Moretti è sepolto da urla e fischi. Anno domini 2014: la rivolta dei portatori. Quando si parla di estremismi religiosi, non bisogna guardare solo in medio-oriente.

Francesco Guarino
@fraguarino

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2 Risponde a Salerno, caos alla processione di San Matteo: la rivolta dei portatori

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    Carlo 22/09/2014 a 18:27

    Come semre le notizie vengono travisate per poter attirare più gente! Per poter fare delle affermazioni bisogna avere delle prove!
    Perchè scrivete che il portone del Comune è stato lasciato aperto apposta dal sindaco? Quale prova avete? Come sempre si utilizza la scusa dello scontro tra istituzioni civili e Chiesa perchè fa notizia. Vera probabilmente la discussione del posto riservato, ma per il resto? Qua si parla di “inchini” che (al contrario dei geni di TGCOM che strumentalizzano a piacere loro) venivano fatti alla Guardia di Finanza (di cui San Matteo è patrono) al Comune e sul lungomare in segno di benedizione e non a esponenti della camorra o malavitosi vari!!! Anche io sono attaccato alle tradizioni e sarebbe stato più opportuno un dialogo migliore tra curia e portatori per evitare queste sceneggiate. VIVA SAN MATTEO, VIVA SALERNO!

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