Russia – Un tesoro da 20 milioni bloccato all’aeroporto da sei anni

tesoro

L’aeroporto internazionale di Mosca – Sheremetevo (it.wikipedia.org)

Mosca – Un vero e proprio giallo. Una storia che sembra tratta da un romanzo di qualche celebre scrittore di spionaggio. In un deposito dell’aeroporto moscovita di Sheremetevo si trova un aereo fermo da ben 6 anni. Nella stiva giacciono, sequestrate, 200 cassette di legno al cui interno sono stipate banconote da 100 euro. Un vero e proprio tesoro dal valore complessivo di 20 miliardi di euro.

A scoprire la vicenda è stato un giornalista del Moskovsky Komsomolets. Il mistero è iniziato il 7 agosto 2007 quando l’aereo, proveniente da Francoforte, è atterrato in Russia. Da allora, in seguito alla scoperta che a bordo si trovano 200 pallet carichi di banconote, il velivolo è sotto sequestro. La spedizione sarebbe stata gestita da Farzin Koroorian Motlagh, faccendiere iraniano legato a strani investimenti e con un precedente per tentata truffa. Ma l’uomo potrebbe essere solo una copertura, dietro alla quale si troverebbe qualcuno di molto più importante.

Secondo le teorie di alcuni esperti, il denaro potrebbe essere appartenuto all’ex dittatore iracheno Saddam Hussein, o a Muammar Gheddafi. In alternativa si pensa che la somma di denaro sia il frutto di riciclaggio di denaro sporco della mafia russa. Una vicenda con molti lati oscuri: l’unica cosa certa è che le cassette sono arrivate a Sheremetevo da Francoforte il 7 agosto del 2007 e da allora sono congelati dalla dogana russa, alla quale in molti hanno provato a reclamare la fortuna.

Farzin Koroorian Motlagh è stato invitato più volte dalle autorità russe a presentarsi in dogana per reclamare il tesoro. Tentativi, almeno per il momento, che sono risultati vani. Al posto di Koroorian, si sono presentati almeno una dozzina di gruppi differenti, tra cui malviventi e gangster ucraini. Ma nessuno è riuscito a dimostrare di essere il possessore del denaro. Inutile anche un contratto, spuntato a marzo, che autorizzerebbe una fondazione benefica a ritirare e utilizzare il denaro. Da segnalare inoltre come l’ufficio stampa dell’aeroporto smentisca addirittura la notizia: un dettaglio che alimenta sempre più i sospetti che i venti miliardi siano parte del tesoro di Saddam Hussein o del rais libico Muammar Gheddafi.

Alberto Staiz

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