Roma – Dopo l’attacco di ieri – lungo le coste della baia di Teliakovski, nella provincia orientale di Khassan – che è costato entrambe le braccia a un giovane russo di venticinque anni, oggi un nuovo attacco di squalo si è verificato lungo le coste più orientali dell’enorme regione.
La vittima, un ragazzo di sedici anni, ha riportato una ferita abbastanza seria a una gamba, ma fonti mediche rassicurano che non è assolutamente in pericolo di vita e che recupererà del tutto la funzionalità dell’arto.
La zona in cui si è verificata l’aggressione è la costa nella regione di Primorie, di fronte e vicinissima alle coste del Giappone.
I due attacchi di questi giorni si sommano ai due – di cui uno mortale – che la scorsa settimana hanno sconvolto le meravigliose isole Seychelles e ucciso un uomo.
Gli episodi si sono verificati in zone dove non è raro sia avvistato il più temibile predatore marino, ma a stupire è la frequenza con cui, negli ultimi giorni, gli squali sembrano attaccare l’uomo, sebbene le statistiche riferiscano con chiarezza quanto l’evento possa essere raro.
L’oceano Pacifico ospita migliaia di esemplari di predatori simili e si tratta – nel caso dei recenti incidenti – di una pura casualità : lo squalo identifica come preda molti esseri viventi, è sensibile al suono e all’odore del sangue e il suo continuo nuotare lo obbliga a consumare enormi quantità di cibo.
Francesca Penza
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