Russia, la rete internet sarà gestita dai servizi segreti

La sede del Federal'naja služba bezopasnosti Rossijskoj Federacii, i Servizi federali della Federazione Russa

La sede del Federal’naja služba bezopasnosti Rossijskoj Federacii, i Servizi federali della Federazione Russa

Mosca – Con una mossa (non troppo) a sorpresa, il ministero delle Comunicazioni russo ha deciso che l’intero traffico internet generato nel paese dovrà essere sottoposto al controllo e alla giurisdizione del Servizio di Sicurezza Federale, l’Fsb, che ha preso il posto del Kgb dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, e che potrà accedere senza autorizzazione a qualsiasi dato personale degli utenti.

I meccanismi che serviranno per garantire l’accesso dell’Fsb alle reti dei vari provider dovranno essere installati nei server dagli stessi fornitori, con forti aumenti per le tariffe degli utenti finali, che non solo pagheranno di più, ma vedranno la loro riservatezza gettata alle ortiche, come spiega in un lungo e dettagliato articolo sul Kommersant, popolare quotidiano russo, l’esperta Anastasia Kosheleva.

Le attrezzature speciali  rientrano sotto la sigla SORM, ovvero Sistema Operativno-Rozysknych Meroprijatij, la riproposizione in Russia del modello ECHELON, utilizzato da Australia, Canada, Regno Unito, Nuova Zelanda e Stati Uniti d’America per il controllo e l’intercettazione delle comunicazioni che viaggiano attraverso le fibre ottiche transoceaniche. Il mezzo “occidentale” è stato per decenni, e continua a esserlo tuttora, al centro di polemiche e risoluzioni politiche (il Parlamento Europeo ha creato una commissione temporanea ad hoc per studiare le possibili ripercussioni sulla riservatezza dei cittadini comunitari), ma il raggio d’azione, almeno ai dati ufficiali, è stato limitato a operazioni di ricerca e contrasto della criminalità.

La sempre più stringente censura russa, con uno Stato liberticida e ormai privo di qualsiasi moralità giuridica - potrà invece accedere a qualsiasi dato scambiato online, secondo un regolamento in vigore già dal 2008, che obbliga i provider a installare il SORM e fornire una copia del traffico internet creato sulle proprie strutture alle autorità, qualora ne facciano richiesta.

Le polemiche non mancano, anche da parte di importanti gruppi come Mail.ru Group, che ritiene questa decisione irrealizzabile e in contrasto con la Costituzione della Russia. Il prossimo passaggio sarà l’approvazione da parte del ministero della Giustizia, alla quale potrà fare seguito uno spionaggio a tappeto: email, telefonate in Voip, chat e social network, già ampiamente contrastati e controllati dalla censura.

Stefano Maria Meconi

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