Russell Brand si fa grillino: da Katy Perry alla politica

Russell Brand, un altro comico con ambizioni da politico. Avanti un altro!

Russell Brand, un altro comico con ambizioni da politico. Avanti un altro!

Londra – Capelli lunghi, barba incolta, attitudine all’ideologia neosocialista, ecologista e paritaria. No, non è Beppe Grillo, ma Russell Brand, un comico inglese che in molti conoscono, più che per le doti professionali, per il matrimonio con la superstar musicale Katy Perry.

Il riferimento al comico genovese, fondatore del MoVimento 5 Stelle, non è però casuale, e arriva dal prestigioso Financial Times, che nel parlare di Brand e del suo nuovo interesse per la politica, pubblica un articolo dal titolo «Russell Brand, Britain’s reluctant Beppe Grillo», ovvero «Russell Brand, il Beppe Grillo riluttante britannico».

Già da alcuni mesi, il comico – “Messia complesso”, dal titolo del suo World Tour – ha iniziato a occuparsi di politica attivamente, attraverso una serie di discorsi che lasciano immaginare un futuro nel solitamente pacato panorama istituzionale britannico. L’ultima intervista, rilasciata al giornalista Jeremy Paxman nel programma Newsnight, ha avuto l’emblematico titolo “Paxman vs Brand”, quasi a voler sottolineare l’intenzione del comico di scardinare e affrontare le resistenze degli inglesi, che certo non vedono di buon occhio – contrariamente a noi italiani, sempre aperti di mente e alle novità – un comico che tenti di candidarsi a occupare 10 Downing Street, la residenza del primo ministro.

Allo stato attuale delle cose – fortunatamente o sfortunatamente per gli amici inglesi – non esiste alcun M5S made in Britain al quale affidare la propria preferenza elettorale, ma le idee sono chiare (insomma…) e decise come rasoiate. «Non possiamo più permetterci il lusso della tradizione» (un attacco alla monarchia, che per contro è amatissima dagli inglesi, e al sistema politico definito burocratico ed elitario), «dobbiamo tassare fortemente le corporazioni e le aziende che inquinano», «asteniamoci dal voto finché la classe politica non se ne andrà».

Quanto meno, si dirà, Grillo incoraggia gli italiani a votare. Per lui, ovviamente, ma non li tiene lontani dalle urne, anzi cavalca l’onda del risentimento popolare proprio per ottenere sempre più consenso. Nel Regno Unito, Twitter è dalla parte di Brand, #russelsrevolution è tra i topic trend sulle reti sociali, conservatori e laburisti iniziano a guardarsi intorno – richiamati da un lieve e fastidioso ronzio di fondo – e la regina Elisabetta II sta pensando seriamente di abdicare, pur di non dover affidare a Brand l’incarico di formare un esecutivo. O forse, è tutto sarcasmo. Di questi tempi, discernere tra realismo e buffoneria è diventato sempre più difficile.

Stefano Maria Meconi

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