Ruby, il Bunga-Bunga e il potere di “papi” Silvio

Il tormentone di questo periodo riguardante il nostro presidente del Consiglio, la bella diciassettenne marocchina, scatena reazioni forti sia dell’opposizione che della Chiesa


La diciassettenne Ruby

Roma, 30 ott. – Che al nostro premier piacciano le belle donne è risaputo. E che le ritenga più belle quando sono nel fior fiore della giovinezza anche. Ma certo fa discutere il fatto che l’ultima che gli è stata attribuita come fiamma per più di una notte, è minorenne e oltretutto in una situazione poco chiara per quanto riguarda il suo permanere in Italia. Se tutto ciò che si sente in questi giorni venisse confermato dai fatti sarebbe grave, molto grave. Tanto che la stessa Chiesa è intervenuta sulla vicenda attraverso il suo quotidiano l’Avvenire. Nel giornale dei Vescovi si è redarguita l’affermazione del Premier Silvio Berlusconi che ieri ha pubblicamente rivendicato la libertà e difeso con orgoglio il proprio stile di vita e il suo rapporto con le donne, sottolineando di non essere intenzionato a cambiare alcunché. «Noi siamo convinti – ha scritto in un editoriale il direttore del giornale della Cei,  Mario Tarquinio parlando del “caso Ruby” – che l’Italia e gli italiani si aspettino da chi siede al vertice delle Istituzioni dello Stato la dimostrazione di sentirsi gravato oltre che di un indubbio e legittimo potere, di doveri stringenti. Sobrietà personale e decoroso rispetto di ciò che si rappresenta sono quelli minimi. E riguardano tanto il linguaggio quanto lo stile di vita».

Berlusconi e le belle donne

E nel mentre il caso della minorenne marocchina accende gli animi. Come quello del capo di gabinetto della Questura di Milano Pietro Ostuni, che alle ore 23 del 27 maggio scorso ha ricevuto una telefonata che difficilmente si scorderà. Una chiamata che sarebbe arrivata da palazzo Chigi e di cui Il Corriere della Sera e Il Messaggero hanno pubblicato alcuni stralci in prima pagina. Nel Corriere della Sera è stato scritto che a chiamare «è un uomo che si qualifica come il caposcorta del presidente del Consiglio. E subito chiarisce il motivo della telefonata. So che da voi c’è una ragazza che è stata fermata. E’ una persona che conosciamo bene». Il caposcorta, dopo aver fornito le generalità della ragazza, fermata e portata in questura per furto, si sarebbe informato «su quanto è accaduto». E l’articolo prosegue dicendo che «Ostuni inizialmente resta sul vago. E allora il caposcorta è più esplicito: ‘anche il presidente la conosce, anzi aspetta che te lo passo».

E il presidente del Consiglio sarebbe stato diretto con il capo di gabinetto Ostuni, andando dritto al cuore del problema. «Dottore – avrebbe spiegato Berlusconi secondo entrambi i quotidiani – volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak e dunque sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza. Credo sarebbe meglio affidarla a una persona di fiducia e per questo volevo informala che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri». Riguardo a questa telefonata si è espresso anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni: «Ho ricevuto la relazione dalla questura di Milano – ha infatti dichiarato il ministro – dalla quale risulta che nessuna censura di nessun tipo può essere mossa al comportamento della questura». Di certo si sa che la minorenne marocchina sarebbe stata rilasciata dopo quella presunta telefonata. « È  stato fatto tutto in modo assolutamente regolare, come avviene in questi casi», ha concluso il ministro davanti ai microfoni di Sky Tg24.

Antonio D'amato

Anche l’ex presidente di Confindustria Antonio D’Amato, ha rilasciato una dichiarazione, riguardo alle vicende del capo di governo, aigiornalisti presenti al convegno dei giovani industriali. Il Silvio Berlusconi che lui conobbe tanti anni fa era «ahimè molto diverso da quello che oggi finisce sui giornali per vicende come quella del ‘Bunga – Bunga’». Il past president di viale dell’Astronomia ha asserito che «quel Berlusconi voleva cambiare l’Italia e passare alla storia. Questo non passerà alla storia con un’immagine positiva e non ha più voglia di cambiarla». D’Amato ha poi aggiunto che «bisogna recuperare il senso dello Stato, delle istituzioni e la dignità del ruolo – è a poi tenuto a precisare che – il paese ha bisogno di riforme importanti e di una svolta profonda. La stabilità di un governo è una condizione necessaria, ma non sufficiente. Bisogna dare una prospettiva di crescita, sviluppo e competitività, spesso mortificata». E per chi si aspetta che D’Amato possa avere un impegno diretto in politica, rimarrà deluso. “Un imprenditore – ha, infatti, detto D’Amato – deve rappresentare le imprese. C’è un’incompatibilità tra i due ruoli. L’impresa è stata la mia scelta di vita e continuerò a farla. Ognuno – ha concluso riferendosi a una possibile candidatura a sindaco del presidente dell’Unione industriali di Napoli, Gianni Lettieri - fa le sue scelte individuali».

Duro il commento di Di Pietro riguardo al “caso Ruby”. «Durante il prossimo question time alla Camera – dice Di Pietro – chiederemo all`esecutivo quello che tutti gli italiani si stanno domandando, ossia se il presidente del Consiglio abbia veramente abusato della sua posizione governativa, telefonando alla Questura e se abbia dichiarato il falso in favore della ragazza. In base alla risposta, decideremo se presentare una mozione di sfiducia nei confronti del capo del governo, non ci interessano gli aspetti pruriginosi della vicenda». Bersani senza mezze parole dice: «A noi non interessa la sua vita privata, a noi interessa la sua vita pubblica. Pretendiamo di sapere che cosa è avvenuto tra palazzo Chigi e la questura di Milano. E Berlusconi non pensi di poter aggirare questa domanda». La telefonata di palazzo Chigi alla questura è una faccenda delicata e Berlusconi, pensano i democratici, questa volta non se la caverà con battute e facendo appello al diritto alla privacy.

Noemi Letizia

Ma Ruby che cosa ha raccontato ai pm di Milano? La minorenne marocchina avrebbe rivelato, questa estate,  che è stata ospite  diverse volte alle feste che il premier organizzava nella villa di Arcore, dove erano presenti decine di belle donne, vip ed escort. E avrebbe svelato ai giudici, le regole del «Bunga bunga». Ossia un rituale del padrone di casa, che consisterebbe nell’invitare alcune ospiti, le più disponibili – racconta a verbale la diciassettenne – ad un dopo cena hard. «Silvio mi disse che quella formula l’aveva copiata da Gheddafi: è un rito del suo harem africano».  La prima a parlare alla stampa del rituale tribale berlusconiano, e precisamente  ad un giornalista del Corriere del Mezzogiorno, nell’aprile del 2009 è stata Noemi Letizia, l’altra giovanissima presunta fiamma di Berlusconi: «Mi dice qual è la sua barzelletta preferita tra le tante che il premier le racconta?» Le aveva chiesto il giornalista. E Noemi senza esitare rispose: «Vi sono due ministri del governo Prodi che vanno in Africa, su un’isola deserta, e vengono catturati da una tribù di indigeni – rispondeva la biondina di Portici – Il capo tribù interpella il primo ostaggio e gli propone: ‘‘Vuoi morire o Bunga-bunga?’’. Il ministro sceglie: ‘‘Bunga-bunga’’. E viene violentato. Il secondo prigioniero, anche lui messo dinanzi alla scelta, non indugia e risponde: ‘‘Voglio morire!’’. Ma il capo tribù: ‘‘Prima Bunga-bunga e poi morire». Il Bunga-Bunga è diventato anche una canzone di Elio e le storie tese, sulle note del Waka-Waka di Shakira.

Sabina Sestu


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6 Risponde a Ruby, il Bunga-Bunga e il potere di “papi” Silvio

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    FRANCESCO BUFFA DESIGNER 31/10/2010 a 09:26

    C’è da tremare !!!!!… Fra un BUNGA BUNGA e un altro BUNGA BUNGA faremo la riforma della giustizia! …. Nomineremo una commissione per stabilire chi sono i giudici buoni e quelli cattivi!…e tante altre cose serie di Stato! Per esempio … Una autoritaria telefonata alla polizia per “liberare” e dare protezione alla gnocca di turno specialmente se la minorenne e una bella marocchina! E perché no ancora un BUNGA BUNGA e poi … Faremo una legge sulle intercettazioni ….. il parlamento capirà! E ancora un altro BUNGA BUNGA E via dicendo ……Poi un Lodo Alfano perché già di seccature c’e ne sono tante! e ancora .. attenzione! nessun giudice si permetta di intervenire sul comportamento di un grande statista “eletto dal popolo” e “orgoglioso del suo stile di vita .. nei suoi momenti di relax” e se lo fa è certamente un giudice politicizzato! …. “Un macigno sulla democrazia!” ….. C’è da tremare !!!!!…

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    Sabina 31/10/2010 a 13:36

    Quanto hai ragione Francesco!!! Tra un BUNGA BUNGA e l’altro ci troveremo in uno Stato fatto ad immagine e somiglianza del nostro grande statista. Già manca poco. Ma quello che è ancora peggio è che anche tutti gli altri politici sono già stati berlusconizzati, opposizione inclusa. Che tristezza!!!

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    FRANCESCO BUFFA DESIGNER 31/10/2010 a 18:55

    SULLA VICENDA BUNGA BUNGA CREDO DI AVERE CAPITO TUTTO! – Non c’era certamente bisogno di qualche bravo avvocato si disturbasse a spiegare che si tratta di una “Incredibile strumentalizzazione di una banale telefonata” “Quando saranno resi noti gli atti documentali e testimoniali sarà agevole comprendere la risibilità degli attuali assunti giornalistici” – E’ TUTTO CHIARO! – il magistrato dei minori di turno quella sera era sicuramente comunista! – i funzionari di polizia erano sicuramente comunisti! – tutti gli italiani che non credono alla buona fede del premier sono tutti comunisti! – io suggerirei al parlamento di promulgare immediatamente un nuovo LODO RUBY BUNGA BUNGA! – Basterà cambiare, per la fortunata marocchina, la legge n. 39 dell’8 marzo 1975 che stabilisce che la maggiore età si acquisisce a 18 anni, con un LODO RUBY BUNGA BUNGA che abbassi la maggiore età a 17 ANNI! – e con una normalissima legge ad personam che ormai non scandalizza più nessuno, neanche i comunisti, tutto è risolto! – così si può continuare a legiferare tranquillamente e continuare a vivere tutti felici e contenti!

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    sgrz 01/11/2010 a 01:56

    Il presidente del Consiglio telefona alla questura per esigere la liberazione della sua amichetta? e la questura si inchina ai voleri del Sultano
    La morale del caso Ruby è che in Italia il Bunga Bunga viene prima dello Stato

    Ruby Rubacuori e l’abuso di potere di Berlusconi e dei suoi amici

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    mako 17/11/2010 a 17:27

    Vorrei avere come sindaco Gianni Lettieri
    per saperne di più visitate la sua pagina facebook
    http://www.facebook.com/group.php?gid=98935297954

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  6. avatar
    zagor0 17/11/2010 a 17:28

    Sarebbe una grande novità! Mi piacerebbe vederlo come sindaco

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