Rubano corno di rinoceronte al Museo di Genova. Ma è di polistirolo

Pensavano di avere in tasca 80 mila euro al chilo, il valore sul mercato nero di un corno di rinoceronte. Invece hanno rubato una copia in polistirolo e gesso

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Uno dei rinoceronti a cui è stato rubato il corno. L’attaccatura è palesemente in polistirolo (Facebook GENOVA – MUSEO DI STORIA NATURALE)

Forse erano stranieri, o forse semplicemente frettolosi. Fatto sta che i ladri che si sono introdotti la scorsa notte al Museo di Storia Naturale di Genova, di sicuro non hanno portato a casa un bottino degno di nota. Sì, perché il corno di rinoceronte che hanno staccato dall’animale esposto in una vetrina, non avrà fruttato un succulento bottino sul mercato nero. Perché gli animali esposti erano sì imbalsamati, ma i corni erano di polistirolo e gesso. Semplici riproduzioni con tanto di cartello esplicativo, per evitare furti indesiderati. “Questa notte (ieri, ndr) alcuni delinquenti si sono introdotti nel Museo - ha scritto la direzione in un post su Facebook - e hanno rubato i corni di questi esemplari; si tratta di modelli in polistirolo e gesso come era scritto nei cartelli, ma i ladri non li hanno letti! Questo danno ai reperti museali resterà a testimoniare anche il terribile problema del bracconaggio in Africa con l’amputazione del corno ai rinoceronti uccisi o narcotizzati”.

LADRI SPROVVEDUTI - In giorni in cui la caccia di frodo è nel mirino del mondo intero a causa della morte del leone Cecil, il caso del furto al Museo di Storia Naturale di Genova riesce quasi a strappare un sorriso. Il corno di rinoceronte è un pezzo pregiatissimo del mammifero le cui due specie prevalenti vivono in Africa, il rinoceronte nero e quello bianco: in Africa viene ridotto in polvere e utilizzato come medicinale miracoloso. Oppure viene venduto al mercato nero a prezzi che possono raggiungere anche gli 80 mila dollari al chilogrammo. Una bella cifra, tant’è che nell’ultimo anno sono stati saccheggiati i musei universitari di Macerata, Pisa e Modena, o alcune case d’arte a Milano

A Genova, però i ladri in questione sono stati particolarmente sprovveduti. Il furto al Museo civico di Storia Naturale è costato di fatto una vetrata secolare e due bacheche, ma nulla più. I corni degli animali, proprio per evitare furti del genere, erano da tempo stati sostituiti con riproduzioni in polistirolo e gesso. Ed il tutto era indicato su appositi cartelli affissi all’esterno delle bacheche.

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L’altro esemplare di rinoceronte da cui è statoa sportato il finto corno in gesso e polistirolo (Facebook: GENOVA – MUSEO DI STORIA NATURALE)

RIPRESI DALLE TELECAMERE - I ladri hanno agito di notte, nel giro di pochi secondi. Dal momento in cui è scattato l’allarme, i malviventi hanno puntato dritti i rinoceronti imbalsamati e i relativi corni. Ma al momento di asportare il corno si sono trovati in mano un pezzo di gesso e polistirolo del peso di una sigaretta o poco più. E, nonostante tutto, forse per non lasciare tracce hanno ugualmente deciso di portarli con sé. Lasciando le loro gesta impresse nelle telecamere di sicurezza del museo.

TRAFFICO INTERNAZIONALE PRONTO AD ESSERE SGOMINATO? - Il corno di rinoceronte ha un mercato nero redditizio, alimentato prettamente dalle richieste dell’Asia. Non solo collezionisti ma, come già detto, santoni che curano – senza risultati, ovviamente - dal raffreddore al cancro terminale. In Cina è usato invece come ricostituente, mentre altri paesi orientali utilizzano il corno di rinoceronte alla stregua del Viagra, per avere migliori prestazioni sessuali. Gli inquirenti, dal furto di polistirolo e gesso al museo di genova, potrebbero ora provare a risalire ad una rete internazionale. E smascherare un traffico mondiale di corni di rinoceronte grazie a due ladri a dir poco sprovveduti, sarebbe una vera e propria vendetta del karma.

Francesco Guarino
@fraguarino

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