Rops+Mannelli: mostra a Roma fino al 20 marzo. Intervista ai curatori

InvitoRopsROMA – Fèlicien Rops e Riccardo Mannelli, due artisti le cui strade si sono incontrate grazie a Matteo Ghirighini e Luca Arnaudo, curatori di Incantazioni |Anatomie dello spirito la mostra a Roma inaugurata venerdì 20 febbraio alle ore 18 presso la Philobiblon Gallery  e aperta – ad ingresso libero – fino al 20 marzo.

LA MOSTRA - Negli spazi della Philobiblon Gallery, casa d’aste e libreria antiquaria oltre che galleria d’arte, trovano collocazione le opere di questi due maestri: più di 50 tra disegni e incisioni dell’illustratore belga vissuto nella seconda metà del XIX secolo e 20 dipinti di Mannelli, noto al pubblico per la graffiante capacità della sua penna sulle pagine de la Repubblica e Il Fatto quotidiano. Il titolo della mostra – prima di una serie progettata con l’etichetta Mostre impossibili – ne suggerisce almeno in parte i contenuti, immagini visionarie e oniriche capaci a modo loro di incantare, ma solo le parole dirette dei curatori e autori del catalogo – Luca Arnaudo  e Matteo Ghirighini  – possono raccontarci davvero qualcosa in più su questo connubio espositivo, su Félicien Rops e Riccardo Mannelli.

L’incontro fissato alla Gallery vede purtroppo assente Matteo – che della Philobiblon dirige la sezione casa d’aste ed ha avuto un impegno fuori programma – ma ci accoglie Luca, pronto a soddisfare le nostre curiosità sulla mostra.

Cena_Stressati

R. Mannelli, La cena degli stressati

Buon giorno e grazie  per aver ospitato WakeUpNews. Entriamo subito nel vivo: perchè una mostra che unisce e istituisce un parallelismo tra due artisti così distanti?

LA: La distanza è certa nel tempo, ma in termini artistici Rops e Mannelli condividono molto, sia in una prospettiva tecnica che più ampiamente tematica. All’origine di questa mostra, in effetti, c’è stata proprio l’intenzione di adottare coordinate temporali di delimitazione critica meno rigide per segnalare un caso almeno di quelle affinità spirituali e continuità più o meno carsiche che sono ben note – e spesso rivendicate – tra gli artisti. Speriamo ora che anche gli osservatori si ritrovino con questa ipotesi al termine della mostra.

Le opere sono forti, dominate da corpi nudi e per questo blasfemia, pornografia e demonizzazione della donna sono alcuni dei canoni interpretativi maturati intorno a loro. La vostra posizione critica li rifiuta: offriteci tre nuove keywords per una corretta lettura di questi artisti.

LA: Rops e Mannelli condividono una peculiare capacità di analisi del clima spirituale dei rispettivi tempi: virano poi mirabilmente tali visioni in satira, cioè un’attività per sua natura tanto inquieta quanto sintetica. Vi è pure nelle opere dei due artisti una sensualità felicemente pagana, capace come tale di sabotare meccanismi di potere che proprio sulla mortificazione (sia di tipo penitenziale o consumistica poco importa) della corporeità fanno leva. Se dovessi condensare queste impressioni in tre termini parlerei quindi di critica, sintesi e vitalità.

Che cosa questa mostra aggiunge di nuovo e diverso alla conoscenza di Félicien Rops e Riccardo Mannelli?

LA: Mannelli ha disseminato la propria opera di citazioni, omaggi e richiami a Rops (allo stesso modo, del resto, in cui l’artista belga faceva rispetto ai suoi modelli: in mostra, per fare, un esempio, c’è una straordinaria piccola incisione di Rops che è una sorta di ricalco di un’immagine shunga). La vicinanza delle opere in mostra costituirà dunque un’occasione preziosa per comprendere meglio simile continuità spirituale tra i due, e insieme segnalare le consonanze rispetto a quell’idea di correnti artistiche più ampie di quanto solitamente inteso, a cui si accennava già prima.

F. Rops, L'Incantation

F. Rops, L’Incantation

Una piccola provocazione finale. Dei due artisti uno è vivente, l’altro no. Con quale è stato più “complesso” confrontarsi e perché?

LA: Rops sicuramente ha discusso meno di Mannelli quanto a dettagli grafici del catalogo e disposizione dei quadri, o perlomeno la sua voce non ci è giunta molto chiara in proposito nell’ultima seduta spiritica che abbiamo svolto per organizzare la mostra. Scherzi a parte, personalmente non ho trovato complessità particolari nello sviluppare la mostra perché la combinazione dei due artisti alleggeriva per così dire il peso del singolo e il rispettivo incombere: essere in due anche come curatori, in questo senso, è stato un vantaggio ulteriore.

Grazie per la bella chiacchierata e speriamo che l’esposizione – aperta fino al prossimo 20 marzo – abbia molti visitatori: nel guest book abbiamo visto qualche firma “importante”, come quella di Vittorio Sgarbi, quindi crediamo che Incantazioni |Anatomie dello spirito sia, tra le mostre a Roma, una di quelle da non lasciarsi sfuggire.

 

Laura Dabbene

@LauraDab1976

Rops+Mannelli Incantazioni | Anatomie dello spirito

a cura di Luca Arnaudo e Matteo Ghirighini

20 febbraio – 20 marzo 2015

Philobiblon Gallery, via Antonio Bertoloni, 45 (zona Parioli), 00197 Roma

Inaugurazione venerdì 20 febbraio 2015, dalle ore 18. Dal 23 febbraio al 20 marzo lun-ven 10-13 e 15-18.

Ingresso Libero

Catalogo disponibile in galleria e presso le librerie Arion, Al segno della Monade, € 15,00

Contatti tel +39.06.45555970 fax +39.0645555991 matteo@philobiblon.org

www.philobiblon.org; Facebook ; Twitter @Philobiblonsrl

foto: courtesy Philobiblon Gallery

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