Roma storica. I bunker di Mussolini tornano alla luce

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ansa.it

Roma – Non c’è solo una memoria antica sotto il suolo di Roma ma anche una memoria più recente, tragica e altrettanto importante e simbolica. Un tesoro sepolto – spiega Cinzia Conti, inviato dell’ANSA – capace di riportare indietro nel tempo fino a quel 19 settembre 1943, quando i bombardamenti distrussero la città. Una serie di cunicoli, bunker anti-aerei, rifugi e archivi sotto la Capitale che oggi riemergono grazie alla Guida ai Rifugi Antiaerei di Roma, attuata con il patrocinio della Provincia di Roma e il sostegno del Centro Ricerche Speleo Archeologiche-Sotterranei capitolino. Il tutto curato dal giornalista Lorenzo Grassi.

E’ un patrimonio storico fondamentale. Secondo quanto riportano le documentazioni dell’epoca, Roma era dotata di 12 strutture anti-aereo, ripartite tra rifugi e bunker realizzati durante la Seconda guerra mondiale, quasi tutti per volontà di Benito Mussolini.

Tre  di essi sono localizzati a Villa Torlonia, altri nove sono a Palazzo Venezia, Villa Camilluccia, Palazzo Valentini, Complesso del Vittoriano, Palazzo Esercito, Palazzo degli Uffici (Eur), Villa Ada, stazione Termini e caserma di via Genova. Tuttavia, solo in quattro casi – l’ultima struttura di Villa Torlonia, quella di Palazzo Valentini, l’Eur e quella che si riferisce alla stazione Termini – si può realmente parlare di bunker veri e propria, una definizione arrivata dalla Germania e adottata per definire tutte quelle strutture “a prova di bomba”. Innovative soluzioni ingegneristiche, per resistere agli attacchi più feroci dei nemici. Tutte le altre strutture, invece, sono rifugi ricavati da blindature di ambienti già esistenti che sono stati adattati allo scopo bellico e di sicurezza.

Tutti i siti sono stati e sono attualmente oggetto di un recupero urbano con lo scopo di restituire alla luce un patrimonio inestimabile capace di avere forti e positive ripercussioni anche sul turismo, creando un network con tutte le altre località europee che hanno operato un’uguale tentativo di recupero della propria storia e del proprio passato. Molti dei siti che un tempo sono stati luoghi di sicurezza per l’élite mussoliniana, oggi sono agibili ed aperti al pubblico. Per ulteriori informazioni sui luoghi e le modalità di visità, è possibile consultare il sito www.bunkerdiroma.it .

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

 

 

 

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