Roma: sono arrivati i primi arredi scolastici con sponsor privati

L'acquisto di banchi e sedie nelle scuole: è giusto che siano i privati a farsene carico?

Roma – Ha suscitato proteste e polemiche il caso di Adro e del Sole delle Alpi bene in vista su zerbini ed arredi vari, ma soprattutto negli istituti scolastici, ed ora in caso simile, pur senza connotazioni politiche così evidenti, pare interessare anche la Capitale.

È di ieri la notizia che in una scuola romana, l’Istituto comprensivo Regina Elena nel I Municipio, quello del centro storico, sono arrivate circa 40 sedie ed una ventina di banchi nelle classi elementari con una particolarità: lo sponsor privato.

Di fronte alla drammaticità dei tagli ministeriali e all’ormai chiara inadeguatezza dei fondi pubblici per far fronte alle necessità basiche degli alunni – oltre a mancanze strutturali di mobilio sempre più si chiedeva l’aiuto dei genitori per l’acquisto di carta igienica, risme di fogli per la fotocopiatrice o anche per le pulizie dei locali – l’iniziativa del presidente del Municipio, Orlando Corsetti (Pd), è stata accolta favorevolmente dagli insegnanti e dalle famiglie. Soddisfatta anche la dirigente scolastica del Regina Elena, Rossella Sonnino.

Si concretizza così un progetto discusso da una delibera di giunta ad ottobre. Corsetti lamentava una situazione disastrosa di fronte a cui urgeva un’autorganizzazione: e così è stato.

Banchi e sedie saranno siglati dal nome di imprenditori e ditte private che si sono fatte carico dell’acquisto, tra cui esercizi commerciali ed un’azienda di parcheggi. «Sponsor etici», li ha definiti Corsetti, ma non è questo il problema, bensì la necessità di ricorrere al provato in un settore che da sempre è stato legato al pubblico, quello dell’istruzione, che pone drammaticamente di fronte al divario che si sta creando tra famiglie che mandano i figli alla scuola statale – rischiando di non avere gli strumenti base con cui farli studiare – e quelle che possono ricorrere a strutture private.

Una scuola pubblica che non è grado di sostenere il difficile compito della formazione dei propri futuri cittadini – a cominciare dalle necessità pratiche di una sedia su cui sedersi – è qualcosa che fa davvero male e preoccupa.

Redazione

Foto via/http://www.ilmattino.it

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