Roma, prosegue l’emergenza sanità: al collasso gli ospedali

Sanità per tutti, o sanità per pochi? La razionalizzazione mette a rischio i diritti del cittadino

Roma – Ambulanze che non possono effettuare il trasporto, programmato o urgente, dei malati. Strutture di pronto soccorso affollate che non riescono a gestire i sempre numerosi accessi. Questo il quadro che, almeno fino a ieri, ha coinvolto una larga parte delle strutture ospedaliere di Roma, in una crisi drammatica. Policlinico Umberto I, Tor Vergata, Casilino e Ospedale San Giovanni. Quattro dei maggiori ospedali di Roma hanno visto, per 24 ore, un blocco pressoché totale del servizio, dovuto a una sfortunata serie di coincidenze, ma soprattutto alla patologica – e non più fisiologica, come è lecito attendersi – carenza di posti letto, problema questo che ha spinto i sanitari a utilizzare barelle e le stesse ambulanze per la prima assistenza ai malati.

Con almeno 400.000 ingressi annui, infatti, gli ospedali della Capitale si trovano in un quadro generale particolarmente complesso. Il piano di razionalizzazione della spesa sanitaria promosso dal governatore dimissionario Renata Polverini – che ha incontrato i vertici della sanità laziale ieri per fare il punto della situazione – ha infatti ridotto il numero di posti letto presenti sul territorio regionale e, in particolare, nella popolosa provincia di Roma, riversando molti malati sui nosocomi interni al territorio romano, già saturo, e provocando dunque problemi di questo genere con cadenza regolare.

Almeno per la mobilità delle ambulanze, tuttavia, il problema sembra essersi risolto dopo alcune ore. Il direttore del 118 Roma, Lio De Angelis, che ha dichiarato: «Le ambulanze restano ferme nei pronto soccorso perché i pazienti sono costretti a restare in barella a causa della mancanza di posti letto». Secondo De Angelis, che ha fatto poi sapere di aver informato dell’accaduto tanto il Prefetto di Roma quanto il ministro della Sanità Balduzzi, la situazione risulterebbe particolarmente critica nella zona di Roma Est, una zona vasta e abbastanza popolata che, oltre al comune di Roma in se, raccoglie anche numerosi abitati dell’hinterland, con Guidonia Montecelio e Tivoli (più di 130.000 abitanti) in testa.

Appare dunque evidente che le recenti proteste poste in essere dai dipendenti della sanità pubblica e privata, nonché dai numerosi malati che si vedono privare mese dopo mese di presidi fortemente radicati sul territorio, abbia un suo fondamento, e trovi nella saturazione degli ospedali di Roma la sua naturale, e dolorosa, evoluzione.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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