VIDEO Roma, niente taxi per i ciechi. Gli autisti: ‘Il cane sbava e vomita’

Sabrina ed Elettra sono inseparabili, soprattutto quando devono uscire. Sabrina è cieca ed Elettra è il suo meraviglioso cane guida. Ma a Roma, se le due devono prendere un taxi per raggiungere un luogo distante, sono guai. A raccontare la loro storia, sulle pagine de Il Tempo, è Francesca Pizzolante che ha trascorso con loro due giornata. E quello che hanno documentato è la triste realtà di una persona con disabilità che, nell’indifferenza generale, si trova di fronte tassisti che le rispondono: «Mi dispiace ma qui non salite».

NON È UN TAXI PER I CANI –  Per due giorni Sabrina ed Elettra sono state accompagnate anche dalla giornalista e, su otto taxi testati, fra stazione Termini e Piazzale Douhet, solo due hanno accettato di far entrare in auto la donna e il cane. La scuse sono sempre le stesse «sono allergico», «non  sono fornito di un tappetino nel bagagliaio» oppure «il cane perde peli, non può salire». Ovviamente di fronte a queste risposte è stato tutto inutile ribadire quelli che sono i diritti del passeggero e doveri del conducente. Il tassista era già ripartito e pronto a far salire a bordo un “passeggero normale”. «Me dispiace ma nun prendo cani, la settimana scorsa uno mi ha vomitato in macchina e l’ho dovuta lavare».

In realtà se non è allergico al pelo dell’animale, un tassista ha il dovere di accogliere un cane guida.

taxi roma

LA REGOLA - Bisogna partire da un punto fondamentale: il regolamento comunale che disciplina gli NCC e Taxi recita testualmente: «Il cane guida che accompagna la persona disabile della vista (cieco o ipovedente) non può essere separato dallo stesso in quanto considerato “ausilio per persona disabile”, è quindi tutelato dalla legge (n.37 del 1974, integrata dalla Legge n. 60 dell’8 febbraio 2006 pubblicata nella G. U. n. 52 del 3 marzo 2006), che garantisce ovunque senza limitazione l’ingresso gratuito al cane guida che accompagna disabile visivo anche dove i cani normalmente non sono ammessi (es.: taxi, trasporti pubblici, ambulanze, esercizi commerciali, ospedali, chiese, hotel, scuole, ecc.). La trasgressione di tale legge comporta una sanzione da 500 a 2.500 euro, e non va esclusa l’eventuale denuncia da parte della persona disabile per discriminazione. L’autista è esonerato da tale dovere solo se dimostra, tramite certificato rilasciato da una ASL, di essere allergico al pelo dell’animale».

E in nessun caso di rifiuto sono stati esibiti i certificati medici che salvassero il tassista da tale responsabilità.

 Redazione

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