Roma: multe invisibili, indagati due funzionari pubblici

Multe cestinate a Roma, uno scandalo che riguarda potenti e non

Multe cestinate a Roma, uno scandalo che riguarda potenti e non

Migliaia di multe sparite, grazie all’intervento di due impiegati comunali dell’Ufficio Contravvenzioni di via Ostiense. Questa è l’ipotesi investigativa che ha spinto il procuratore aggiunto Francesco Caporale a disporre l’arresto di Tiziana Diamanti (49 anni), di istanza presso l’ufficio Contravvenzioni, e Angelo Vitali (62 anni), funzionario di polizia locale e vicedirettore del dipartimento Risorse economiche.

L’accusa è di concorso in falso ideologico mediante soppressione di atti pubblici. Il Mattino rivela nuovi dettagli sullo scandalo che ha travolto l’ufficio dell’amministrazione capitolina: la Diamanti racconta ai magistrati che dal 2000 era diventata la referente della Camera dei Deputati.

Doveva occuparsi dei ricorsi alle contravvenzioni che, per legge, nel caso degli organi istituzionali possono essere archiviate, in base all’articolo 4, con dicitura ‘improcedibile’. La situazione, però, era sfuggita di mano, dichiara l’indagata: «A un certo punto non ce la facevo più, ho detto: guardate io con la Camera dei Deputati vorrei smettere, perché mi chiamano a casa, vogliono questo, quell’altro».

Non era necessaria alcuna istruttoria e alcun controllo per cassare le contravvenzioni. Era sufficiente la qualifica del contravventore per archiviare i ricorsi. «Parliamoci chiaro – continua la Diamanti – è un canale privilegiato».

Gli arrestati non hanno tuttavia cancellato solo le multe dei “privilegiati”. Sono state cestinate anche quelle dei privati cittadini. Tra queste, rivela Roma Today, quelle nei confronti degli imprenditori Bernabei, già finiti in un’inchiesta su presunte tangenti che sarebbero stati costretti a versare ai vigili urbani.

L’indagine prese spunto da una segnalazione che l’amministrazione comunale fece agli uffici di piazzale Clodio in merito all’esistenza di numerose multe comminate ai fratelli Bernabei, mai pagate.

Claudia Polsinelli

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