Roma, Marino attacca la “pericolosa bulimia da potere” di Renzi

L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino tramite facebook attacca il comportamento tenuto da Renzi nei suoi confronti. Il duello sembra tutt'altro che prossimo alla conclusione

marinoChi pensava che il duello tra Renzi e Marino avesse concluso il suo attimo atto dal notaio, con l’ex sindaco di Roma sconfitto e spogliato anche della possibilità di ricevere l’onore delle armi in aula, sarà costretto a ricredersi.  L’ex sindaco, com’era prevedibile, ha perso, attaccato e sfiduciato dallo stesso partito che aveva contribuito a far crescere,  ma non rinuncia a scagliarsi contro un avversario che, sostiene lui, ha giocato la partita in maniera tutt’altro che corretta.

LO SFOGO SU FACEBOOK – Così Ignazio Marino replica su Facebook agli attacchi ricevuti dal Pd e dal premier Renzi, «che insultando me insulta le centinaia di migliaia di cittadini che mi hanno scelto come sindaco prima alle primarie, poi al primo turno ed infine al ballottaggio. Una serie di attacchi che, secondo Marino, aventi il semplice scopo di «coprire con la “damnatio memorae” una spregiudicata operazione di killeraggio che ha fatto esultare i tanti potentati che vogliono rimettere le mani sulla città».

LE VERITÀ DI MARINO – Marino rende così pubblica la sua versione dei fatti, promettendo di spiegarla con calma nella puntata di “Di Martedì” che andrà in onda stasera su La7. «Renzi – prosegue l’ex sindaco – voleva Roma sotto il suo diretto controllo e se l’è presa, utilizzando il suo doppio ruolo: come segretario del partito ha voluto che i diciannove consiglieri del PD si dimettessero, come presidente del Consiglio ha sostituito il sindaco, legittimamente eletto, con un prefetto, certamente persona degnissima, che far capo come dice la legge allo stesso presidente del Consiglio».

DEMOCRAZIA IN PERICOLO? – Il problema inquadrato da Marino tende tuttavia ad allargarsi, per sfociare in una «pericolosa bulimia da potere, che elimina gli anticorpi democratici. Il messaggio – conclude il post dell’ex sindaco – è chiaro: «Chi non si allinea, chi non ripete a pappagallo i suoi slogan, viene allontanato o addirittura bandito». Accuse non indifferenti, alle quali, c’è da scommetterci, Renzi non resterà indifferente. La partita è ancora lontana dalla conclusione, e l’unica certezza è che alla fine non ci sarà un’amichevole terzo tempo.

Carlo Perigli

 

 

 

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