Roma e la poesia artistica di Joan Miró al Chiostro del Bramante

Roma – Da molti anni, troppi, la nostra capitale non ospitava una rassegna esauriente dell’opera di Joan Miró. E finalmente torna  a farlo al Chiostro del Bramante, dove si potranno infatti ammirare oltre 80 lavori del genio catalano mai pervenuti prima nel nostro Paese. Tra questi, 50 olii di sorprendente bellezza e di grande formato, e poi terracotte, bronzi e acquerelli.

Tutto ciò grazie alla Fundació Pilar i Joan Miró di Palma di Mallorca, che detiene gran parte del patrimonio dell’artista e che ha concesso in via del tutto straordinaria le sue opere per un’anteprima italiana. La mostra Miró! Poesia e luce, sarà ospitata a Roma fino al 10 giugno 2012, ed è prodotta e organizzata da Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, con DART Chiostro del Bramante.

«L’incontro di fantasia e di controllo, di oculatezza e di generosità, che forse si può considerare una caratteristica della mentalità catalana, può spiegare, in parte almeno, la base fondamentale dell’arte e della personalità di Joan Miró», scrive Gillo Dorfles in un suo saggio sull’artista catalano. È per questo che pare oltremodo opportuna la cornice rinascimentale del Chiostro del Bramante quale contrappunto allo spirito multiforme di Miró e al suo linguaggio fatto di macchie, grafismi, spruzzi, impronte, abrasioni, suture e chiodi.

 

In mostra si potranno ammirare, tra gli altri capolavori, gli olii Femme dans la rue (1973) e Untitled (1978); i bronzi come Femme (1967); gli schizzi tra cui quello per la decorazione murale per la Harkness Commons-Harvard University, tutti provenienti dalla collezione di Palma di Maiorca. Il catalogo è pubblicato da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e presenta saggi di Elvira Cámara, María Luisa Lax Cacho, Josep Luís Sert e due interviste di Joan Miró realizzate da Yvon Taillandier.

Le prime opere di Miró si rifanno all’impressionismo, il fauvismo, il futurismo o il cubismo, ma il suo primo viaggio a Parigi, nel 1920, gli rivelò un “mondo nuovo”. L’artista entrò infatti in contatto con il dadaismo e, in seguito, con il surrealismo. Lavoro molto nella direzione di un arte concettuale, prendendo la realtà come punto di partenza mai di arrivo.

Dal viaggio nella capitale francese Miró combina il fermento spirituale con la quiete della campagna catalana: «il soggiorno parigino mi ha dischiuso un mondo di idee, e ora, nella stimolante tranquillità della campagna, mi dedico appassionatamente al mio lavoro, al mio ideale». La mostra Mirò. Poesia e Luce presenta opere create tra il 1908 e il 1981, con particolare attenzione al periodo tra il 1956 e il 1983, gli anni felici di Maiorca.

Si tratta di una fase di indipendenza sconfinata, con un distaccamento da parte dell’artista, in cui il processo creativo si intreccia all’impulso iconoclasta del dadaismo, al linguaggio gestuale dell’espressionismo astratto americano o alla calligrafia dell’arte orientale. Proprio lo studio dell’artista catalano, un luogo dove lavorare protetto dal silenzio e dalla pace che solo la natura offre, è stato ricostruito all’interno degli spazi espositivi, per volere della curatrice, una delle maggiori esperte dell’opera di Miró, Maria Luisa Lax Cacho.

Natalia Radicchio

Foto via www.blog.tui.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews